I giovani industriali bocciano la flat tax ma promuovono il Jobs Act

(Teleborsa) – Disoccupazione giovanile, fisco ma anche investimenti per un Paese sostenibile dal punto di vista energetico e delle infrastrutture e ancora Ilva e un “patto generazionale” tra imprenditori e parlamentari “per costruire insieme il futuro del Paese”. Sono questi alcuni dei temi affrontati da Alessio Rossi Presidente dei Giovani di Confindustria aprendo il meeting dell’associazione a Rapallo (GE).

Sulla Flat tax  Rossi “dice: “No grazie. Non vogliamo pagare meno degli altri, vogliamo essere trattati con equità. Ci serve una tassazione giusta, non piatta. Sostenibile”. Dai giovani imprenditori è arrivata invece la benedizione però per il Jobs Act. “Ha creato 850mila posti di lavoro in più”, ha sottolineato Rossi parlando di “un risultato positivo, un risultato importante”.

Il dialogo è “l’antidoto alla sfiducia” e “al Governo del cambiamento”. Rossi lancia il suo messaggio all’Esecutivo: “Noi ci siamo. Ora.”per le imprese, dove c’è cambiamento c’è’ sempre un’opportunità”

I giovani di Confindustria sono d’accordo con il vicepremier e ministro Luigi Di Maio quando afferma che “dobbiamo proseguire con il lavoro già iniziato e la riduzione del cuneo fiscale per gli under 35”.  E ancora. “Non è lo Stato che deve creare lavoro o reddito. A quello ci pensa l’impresa. Lo Stato deve favorire la crescita”. Per questo “abbiamo bisogno di continuare con il piano Impresa 4.0, di energia a basso costo, di un sistema di tassazione chiaro. Il programma di Governo ha a cuore la sostenibilità, ma con una visione che non valorizza il ruolo delle imprese. Senza di noi, senza le imprese italiane, non c’è modo di raggiungere alcun obiettivo”.

Rossi ha parlato anche dell’Ilva di Taranto. “Le città non vanno abbandonate alla soglia del cambiamento, come Taranto. Dal 1° luglio Arcelor Mittal entrerà all’Ilva con un piano di 2,3 miliardi di investimenti, di cui 1,1 per il risanamento ambientale. Non si scherza con 20mila posti di lavoro, non si scherza con l’1% del PIL del Paese”. Il presidente dei giovani di Confindustria risponde così a chi aveva ipotizzato la chiusura del sito di Taranto: una possibilità che sarebbe “insostenibile”.

Secondo i giovani di Confindustria servono investimenti per un Paese sostenibile dal punto di vista energetico e delle infrastrutture. “Bisogna scegliere – dice Rossi – o facciamo l’auto elettrica che non inquina o restiamo al chiodo perchè il Tap rovina gli ulivi, le trivelle inquinano il mare, le centrali elettriche deturpano l’ambiente. Abbiamo bisogno di Tap, Terzo Valico e TAV”.

Il presidente dei giovani di Confindustria alla classe politica propone: “un patto generazionale” tra imprenditori e parlamentari “per costruire insieme il futuro del Paese che serva a contaminarci positivamente, attivandoci in modo reciproco”.

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