Henkel chiude uno stabilimento in Italia: 150 lavoratori a rischio a Lomazzo

Lo storico stabilimento della multinazionale tedesca Henkel era stato aperto nel Comasco nel 1933 e dava lavoro a 150 persone

La multinazionale Henkel ha fatto sapere, attraverso una nota, che chiuderà una delle sue sedi produttive in Italia. Più precisamente quella storica di Lomazzo (Como), attiva dal 1933. L’azienda tedesca ha infatti deciso di puntare tutto sulla fabbrica di Ferentino (Frosinone), che diventerà “l’unico polo produttivo di laundy and home care” del nostro Paese. Immediata la reazione dei sindacati, che hanno minacciato azioni legali ai danni della società.

Le operazioni dell’azienda si dividono in tre settori per altrettante aree di mercato. Si tratta di home care, con prodotti per la casa come i detersivi per il bucato e i piatti, personal care, con i prodotti per la cura della persona come saponi e dentifrici, e adhesives, sealants and surface tratment, con la produzione di adesivi e sigillanti.

Henkel chiude a Lomazzo, 150 lavoratori a rischio: intervengono i sindacati

La chiusura dello stabilimento Henkel di Lomazzo metterà a rischio il futuro degli 80 dipendenti diretti e di circa 70 lavoratori assunti dalle copperative che collaborano con l’azienda. “Un impatto sociale enorme”, come hanno evidenziato Cgil, Cisl e Uil. Le firme sindacali hanno fatto sapere che convocheranno le assemblee con i lavoratori e le lavoratrici del gruppo interessati dalla chiusura dell’impianto.

Durante le riunioni verranno decise le azioni da intraprendere per tutelare i 150 dipendenti interessati dalla chiusura, in concerto con le istituzioni, il mondo della politica e gli amministratori del territorio, con l’obiettivo di “far cambiare la decisione della multinazionale tedesca”.

Henkel: le motivazioni dietro la chiusura dello stabilimento di Lomazzo

Le attività finiranno, come ha fatto sapere il gruppo tedesco nella nota, nel mese di giugno 2021, con i volumi di produzione assorbiti non solo dalla sede che si trova a Ferentino, ma anche da altri siti localizzati in tutta Europa.

Le decisione è stata presa da Henkel per “proteggere la stabilità e la competitività” dell’azienda sul lungo periodo. Secondo quanto dichiarato, la capacità produttiva complessiva in Italia sarebbe superiore a quella necessaria per servire il mercato dei detersivi all’interno della quale opera.

Henkel ha promesso di attivarsi in “modo responsabile” per i dipendenti coinvolti dalla chiusura della sede di Lomazzo. Quella nel Lazio è invece stata scelta perché più tecnologicamente avanzata e adatta a proseguire il lavoro di quella comasca.

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