Gualtieri: “Nel 2021 stop cassa integrazione gratuita e per tutti”

Stop alla cassa integrazione per tutti come è accaduto nei primi mesi dell'emergenza. Nel 2021 verrà concentrata sui settori maggiormente in difficoltà

La cassa integrazione “per tutti” per sostenere le aziende nella crisi innescata dalla pandemia di coronavirus finirà col 2020. Dal 2021 non sarà più generalizzata e gratuita per tutti.

Lo assicura il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, parlando di una misura che, al di là dei suoi aspetti standard, nel 2021 verrà concentrata sui settori maggiormente in difficoltà.

“Escludo – ha detto il titolare del Mef – che ci sia la cassa integrazione generalizzata e gratuita per tutti, già ora la stiamo superando”. Ci sarà, invece la cassa integrazione nella sua versione standard, spiega il ministro, e “qualche elemento specifico per sostenere i settori più in difficoltà”.

Cassa integrazione, cosa prevede il decreto Agosto

L’art. 1 del Decreto Agosto prevede che i datori di lavoro, nel corso del 2020, possono richiedere un periodo di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario o cassa integrazione in deroga, per una durata massima di 9 settimane incrementate di ulteriori 9 settimane subordinatamente a determinate condizioni. Le 18 settimane devono collocarsi nel periodo compreso tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020.

Cassa integrazione, chi deve versare (e chi no) il contributo

Questo secondo pacchetto di cassa integrazione, a differenza del primo, è però legato al confronto del fatturato al primo semestre del 2020 e di quello ottenuto nello stesso periodo dell’anno precedente. Dal rapporto emerso tra questi due dati dipenderà l’entità di un contributo da versare, che va calcolato sulla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro in cassa integrazione. Questo contributo è dovuto:

  • al 9% se la riduzione del fatturato da un periodo all’altro è stata inferiore al 20%;
  • al 18% se non si riscontra una riduzione del fatturato.

È, invece, esente dal contributo:

  • chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019;
  • chi ha avuto una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

Cassa integrazione, attenzione alla scadenza

Il 30 settembre scadono i termini per la presentazione delle domande di integrazione salariale relative ai periodi di sospensione dal 1° luglio al 31 luglio 2020 e dal 1° agosto al 31 agosto 2020. E va effettuato l’invio dei modelli SR41, utili per il pagamento diretto da parte di Inps.

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