Green pass obbligatorio: ora l’Europa segue l’Italia

Il Green pass obbligatorio sul posto di lavoro esteso anche in Austria. E la Gran Bretagna va nella stessa direzione

Con la curva dei contagi e delle ospedalizzazioni da Covid-19 in crescita in diverse zone d’Europa, la strada scelta dall’Italia, l’obbligo del Green pass sul posto di lavoro, viene ora guardato con attenzione da altri paesi dentro e fuori l’Unione europea. Chi non ha predisposto l’obbligatorietà della certificazione verde, è ora pronto a fare marcia indietro di fronte ai numeri.

Green pass obbligatorio: il panorama in Europa

L’Italia è ad oggi il paese più restrittivo in materia. Il lavoratore non vaccinato è tenuto a sottoporsi a tampone rapido ogni 48 ore, o molecolare ogni 72, a sue spese. Stessa situazione in Grecia, mentre l’Austria, che si affiancherà a partire dal 1° novembre, prevede che i tamponi per i non vaccinati siano pagati dai datori di lavoro, come da richiesta dei Socialdemocratici.

In Francia l’obbligatorietà è prevista solo per alcune tipologie di lavoro (lavoratori dei ristoranti; lavoratori del settore trasporti a lungo raggio; lavoratori di musei e biblioteche; lavoratori di centri commerciali e cinema; personale sanitario).

Green pass obbligatorio: chi ne fa a meno

Germania, Spagna e Regno Unito, hanno deciso per il momento di non introdurre l’obbligo di green pass per chi lavora. In Germania, tuttavia, la certificazione è richiesta per accedere alla maggioranza delle attività che si svolgono in spazi chiusi. Dall’11 ottobre scorso, inoltre, lo Stato ha smesso di rimborsare i tamponi a chi non è vaccinato. Per il Regno Unito, invece, il premier Boris Johnson ha prefigurato, lunedì 25 ottobre, l’obbligo vaccinale per il personale sanitario.

Green pass obbligatorio: cambio di rotta

Il cambio di rotta si avverte soprattutto in Gran Bretagna, dove Boris Johnson è pronto ad adottare il piano B (obbligo di mascherina, lavoro a distanza e Green Pass per tutti gli eventi affollati). Per ora resiste il Piano A, ossia l’obbligo di vaccinazione contro il Covid-19 a tutte le persone che lavorano nel sistema sanitario nazionale (Nhs).

In forme diverse, altri Paesi dell’Ue stanno aumentando le restrizioni per i non vaccinati. Il Green Pass è diventato una realtà anche in Bulgaria. È il Paese con il più basso numero di vaccinati dell’Unione europea, il 20,4% con doppia dose, un terzo della media dell’Unione.

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