Great Place to work 2013, le aziende dove si lavora meglio in Italia. E perché

Al primo posto Microsoft, davanti a Tetra Pak e al gruppo Dow Italia. Nella classifica dei migliori posti di lavoro, le pagelle sono compilate da dipendenti e collaboratori

Come ogni anno dal 2003 a oggi, a metà dicembre, il Great Place to Work Institute Italia pubblica la classifica delle aziende "migliori" nel nostro Paese. Ma l’eccellenza, in questo caso, non ha nulla a che vedere con fatturati, quotazioni in borsa, management agguerrito.  La classifica infatti è originata in gran parte dal giudizio delle persone che, compilando il questionario, assegnano alla loro azienda il titolo di Best Workplace: un ambiente nel quale i dipendenti "si fidano delle persone per cui lavorano, sono orgogliosi di ciò che fanno, e si trovano bene con le persone con cui lavorano".

Si tratta infatti di una valutazione espressa dai lavoratori delle aziende di tutto il mondo (quasi 3 milioni i dipendenti intervistati, di oltre di 6.000 aziende partecipanti al progetto), Italia compresa, su una serie di principi quali credibilità, rispetto, equità, dialogo, cameratismo, orgoglio, comunicazione e trasparenza.

I punteggi ottenuti vengono poi incrociati con due strumenti d’indagine, il Trust Index e il Culture Audit, volti a dare un quadro completo dell’organizzazione aziendale sia dal punto di vista demografico (ad esempio numero dei dipendenti, turnover, anzianità ecc.) sia da quello della Corporate Culture (anno di fondazione dell’azienda, fatturato, benefit concessi).

In tempi di crisi rischia di passare il concetto che sia quasi un lusso parlare di "qualità" dell’ambiente di lavoro, ma  esistono fattori determinanti per la qualità dell’ambiente di lavoro che valgono a prescindere dal quadro di recessione globale, così come vi sono dinamiche lavorative e modelli di gestione del tempo svincolate dalla crisi e in corso.

Il concetto trasmesso dall’indagine è che best pratice in termini di gestione delle risorse umane e strategie di work-life balance (bilanciamento della vita lavorativa e di quella personale) sono in realtà anche ottimi strumenti per migliorare le performance dell’azienda. Le aziende che partecipano alla sfida di Great Place to Work desiderano costruire luoghi di lavoro eccellenti, quale strumento chiave del successo competitivo del business, facendo leva su tutte le persone dell’organizzazione.
Un messaggio che fa scuola soprattutto oltreoceano e nel nord Europa: non stupisce infatti la preponderante presenza di aziende filiali di multinazionali e lo scarso numero di imprese di proprietà italiana. 
Ed è proprio il colosso fondato da Bill Gates, Microsoft, che si aggiudica il prestigioso titolo di migliore grande impresa in cui lavorare in italia nella categoria ‘big’ (500 dipendenti e oltre ), davanti a Tetra Pak e al gruppo Dow italia. Nella top list delle imprese più piccole (tra 50 e 499 dipendenti) il la prima posizione è di Cisco, seguita da W.L. Gore e Mars Italia

Great Place to work 2013, le aziende dove si lavora meglio in Italia. E perché
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