Governo, “trappola” occupazione: su blocco licenziamenti furia Sindacati

"Non subiremo passivamente"

Fin qui sulla strada del Governo Draghi non sono mancati ostacoli, ma il “bonus” di credito e fiducia accumulato negli anni dall’ex Presidente BCE ha senza dubbio accompagnato in questi mesi il cammino della sua maggioranza, pur decisamente bizzarra (dalla Lega, al Pd, passando per Leu, non è mistero che far convivere le diverse anime politiche sia una bella sfida).

PER DRAGHI “TRAPPOLA” OCCUPAZIONE

Adesso però molti nodi iniziano a venire al pur “prestigioso” pettine. A partire dallo spinosissimo tema del blocco dei licenziamenti, fissato al 30 giugno dopo che è saltata la proroga al 28 agosto. La sintesi trovata dal Governo – che ha spinto in molti a parlare di vittoria di Confindustria – non è affatto piaciuta ai Sindacati che promettono battaglia.

SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA 

Cgil, Cisl e Uil, dunque, scendono in piazza, davanti a Montecitorio, per la mobilitazione a sostegno della vertenza per la proroga del blocco dei licenziamenti almeno fino al 31 ottobre e per chiedere al Governo impegni precisi su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, salvaguardia dei livelli occupazionali, nuove politiche industriali e riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive.

La mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil a sostegno della richiesta di proroga del blocco dei licenziamenti almeno fino a ottobre continuerà. I sindacati non accetteranno passivamente che dal primo luglio si possa licenziare nelle grandi imprese. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, a margine della manifestazione sindacale organizzata davanti a Montecitorio.

“Il primo luglio – ha affermato Landini – non può essere il giorno in cui partono i licenziamenti. Se non cambierà la norma non saremo disponibili a subire passivamente. Questo è un messaggio chiaro anche per le imprese. Ognuno si assuma le proprie responsabilità perchè le chiacchiere sono finite. La mobilitazione, dunque, prosegue”.

DRAMMA WHIRLPOOL

Con il blocco dei licenziamenti in scadenza il 30 giugno, cresce la preoccupazione dei Sindacati sulle crisi industriali aperte, Whirlpool su tutte.

Con lo sblocco dei licenziamenti dal primo luglio “i lavoratori della Whirlpool di Napoli saranno soltanto i primi a precipitare nel disastro. Non intendiamo consentire che questo Paese inizi la sua ripresa licenziando le persone”, ha detto ieri il segretario nazionale della Fiom, Barbara Tibaldi, in occasione del presidio a Roma dei lavoratori Whirlpool.

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