“Rivoluzione” Google, dipendenti in smart working fino a luglio 2021

Precedentemente, l'azienda aveva consentito alla maggior parte dei propri dipendenti di lavorare da remoto fino alla fine del 2020

Tra i primi si è mosso Twitter, che a maggio ha annunciato la decisione di consentire ai propri dipendenti di continuare a lavorare da remoto a tempo indefinito, anche dopo la fine della pandemia.

La società californiana, però, è stata seguita a ruota da altri colossi tech: Facebook e Google hanno stabilito che la maggior parte dei propri dipendenti avrebbero potuto proseguire il regime di smart working almeno fino a fine anno. E se i lavoratori del quartier generale di Amazon non torneranno in ufficio almeno fino a ottobre, anche Microsoft si è “accodata” garantendo questa opzione ai propri lavoratori.

La decisione di Google

Ora, secondo quanto ha anticipato il Wall Street Journal, Google ha esteso fino a luglio 2021 la policy che consente ai propri dipendenti di lavorare da remoto. Precedentemente, il colosso di Mountain View aveva deciso che i primi dipendenti sarebbero potuti tornare in ufficio a partire dal 6 luglio, in modo da sfruttare soltanto il 10% della capienza degli spazi di lavoro.

“Poiché prevediamo che la maggioranza dei dipendenti lavorerà in gran parte da casa per il resto di quest’anno”, aveva sottolineato il Ceo di Google, Sundar Pichai, “daremo a ognuno un’indennità di mille dollari, o il valore equivalente nel proprio Paese, per le spese di attrezzature e mobili da ufficio necessari”.

Ad ogni modo, la maggior parte dei lavoratori sarebbe dovuta tornare alla scrivania entro la fine dell’anno. In un primo momento, la data di luglio è stata posticipata a settembre. In queste ore, invece, l’annuncio del nuovo piano, che proroga fino a luglio 2021 il regime di smart working.

Le motivazioni

La mossa di Google giunge in un periodo in cui la California è soggetta a una nuova, preoccupante ondata di casi di Covid-19: a metà luglio, il nuovo innalzamento della curva epidemiologica ha infatti spinto il governatore Newsom a imporre un nuovo lockdown sulle attività al chiuso di bar, ristoranti, cinema, zoo e musei, oltre ad ulteriori limitazioni nelle zone più colpite.

Ma secondo il Wall Street Journal, a motivare la decisione di Google sarebbe stata soprattutto la volontà di andare incontro alle esigenze dei lavoratori con figli, soprattutto alla luce della possibilità, per nulla da escludere, che anche il prossimo anno scolastico venga svolto da remoto. La decisione sarebbe giunta dopo un lungo confronto tra l’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, e i manager della multinazionale.

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