Google perde il ricorso contro il Garante: i motivi della sentenza

Google ha perso il ricorso contro l'AgCom. Secondo il Tar del Lazio dovrà comunicare i suoi ricavi al Garante

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di Google Ireland Limited e di Google Italy srl. L’azienda, che in passato era stata accusata di praticare l’elusione fiscale, sarà costretta a comunicare Garante per le Comunicazioni (l’AgCom) l’entità dei ricavi fatturati in Italia.

In sostanza le due società che fanno capo a Google, dovranno necessariamente fornire “contabili ed extracontabili”, questo perché in caso contrario risulterebbero nulli i poteri di controllo del Garante. L’azienda di Mountain View oggi è una delle più potenti al mondo, con un fatturato che nel 2016 è arrivato a quota 89,46 miliardi.

Davanti al Tar i legali della società hanno sostenuto che correggere la contabilità e condividere queste informazioni con il Garante avrebbe causato delle spese ingenti che non erano giustificate. Nello specifico Google Ireland Limited, distaccamento europeo dell’azienda madre statunitense, ha affermato che non poteva adeguarsi alle norme italiane perché seguiva già quelle irlandesi.

Google perde il ricorso contro AgCom: i motivi della sentenza

La società infatti non ha sede legale nel nostro Paese, per questo motivo gli avvocati di Google erano convinti che la legge italiana non potesse imporre gli stessi obblighi che riguardano settori come la radio, la televisione e l’editoria. Queste argomentazioni però sono state respinte e bocciate dai giudici del Tar.

Per questo motivo il Garante potrà richiedere ogni anno un resoconto riguardante i ricavi della società nei 12 mesi precedenti. Questo permetterà all’Agcom di svolgere in piena autonomia il proprio lavoro. Quest’organo infatti valuta la forza di un’azienda o di un editore rispetto ai ricavi totali effettuati nel settore della comunicazione. In tal modo è in grado di prevenire delle posizioni dominanti sul mercato.

Secondo lo stesso Garante, consentire a Google di eludere questa comunicazione di dati avrebbe causato diversi effetti negativi. Prima di tutto avrebbe reso impenetrabile un settore molto importante come quello della raccolta pubblicitaria, in secondo luogo sarebbero stati ridimensionati e non considerati i poteri di vigilanza che vengono normalmente esercitati dal Garante.

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