Gli Stati Uniti agevolano imprenditori stranieri, favorite le startup innovative

La proposta di legge dell’amministrazione Obama semplifica l'ingresso di imprenditori negli USA

(Teleborsa) – Gli USA aprono le porte agli imprenditori stranieri. E’ questo l’obiettivo dell’International Entrepreneur Rule (IER), la proposta di legge dell’amministrazione Obama che semplifica l’ingresso di imprenditori negli Stati Uniti.  Secondo quanto previsto dall’Immigration and Nationality Act,  il Governo ha la possibilità di concedere l’ingresso temporaneo nel paese per “significativo beneficio pubblico” e l’apertura alle startup estere va in questa direzione, in quanto forniscono un contributo importante al prodotto interno lordo degli States.

Nel dettaglio la nuova proposta di legge prevede nuove disposizioni normative per la concessione di permessi temporanei di accesso e permanenza negli Stati Uniti per gli imprenditori di startup innovative, che dovranno dimostrare che l’impresa è stata avviata negli ultimi 3 anni e hanno mantenuto una quota di proprietà della startup pari ad almeno il 15%. Devono inoltre dimostrare che l’azienda ha un potenziale di crescita elevato o dalla capacità di ricevere concessioni per almeno 100mila dollari da enti federali, statali o enti locali.

Il permesso di soggiorno per gli startupper sarà temporaneo fino a 2 anni, estendibile fino a ulteriori 3 anni se gli imprenditori siano in grado di dimostrare le ricadute positive in termini di pubblica utilità, reddito o occupazione.  A quel punto, gli imprenditori che intendono restare nel Paese possono richiedere un permesso di lavoro, come la Green Card EB-2.

L’Italia da questo punto di vista ha preceduto gli Stati Uniti in fatto di concessione di visti a imprenditori stranieri, con il lancio del programma Italia Startup Visa destinato a cittadini stranieri extra-Ue che intendono avviare sul territorio italiano una startup innovativa e che dispongono di risorse non inferiori a 50mila euro, provenienti da fondi di venture capital o altri investitori, da portali per la raccolta di capitali, da finanziamenti rilasciati da enti governativi o non-governativi italiani o stranieri.

In base ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo economico, aggiornati al secondo quadrimestre del 2016, al programma si sono candidate in tutto 132 persone. Di queste, 94 (il 71,2%) hanno avuto esito positivo, con il rilascio del nulla osta per la concessione del visto startup.

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