Gli immigrati sempre più imprenditori

Sono oltre 571.000 le imprese gestite da lavoratori immigrati all’inizio del 2017, quasi un decimo di tutte le attività registrate dalle Camere di Commercio (9,4%)

(Teleborsa) Gli immigrati si riscoprono sempre più imprenditori. In Italia quelli di nazionalità straniera sono un settimo del totale comunitario (14%), protagonisti di un aumento sostenuto anche negli ultimi anni. Sono soprattutto marocchini (14,5% degli immigrati responsabili di ditte individuali), cinesi (11,4%) e romeni (10,6%) a tentare la via del commercio nel nostro Paese, anche se negli ultimi anni sono i bangladesi a far segnare gli incrementi maggiori (+332,0% dal 2008).

Secondo la IV edizione del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa e MoneyGram, le attività indipendenti condotte da lavoratori di origine straniera sono cresciute del 25,8% dalla fine del 2011 (circa 117.000 aziende in più), e anche nel 2016 si sono evidenziate per un andamento in controtendenza rispetto alle imprese gestite da lavoratori nati in Italia (+3,7% le prime, -0,1% le seconde). Erano 454mila alla fine del 2011 (il 7,4% del totale), sono più di 571mila cinque anni dopo, quasi un decimo dell’intera base imprenditoriale (9,4%) e ben un sesto delle nuove attività avviate nel corso del 2016 (16,8%).

Si conferma il protagonismo delle ditte individuali (79,3%), ma cresce la quota delle società di capitale (12,2%) mentre tra le start-up innovative sono il 12,8%, alla stessa data, quelle in cui è presente almeno un immigrato.

E’ il settore del commercio ad attrarre maggiormente gli immigrati (36,2%), ma anche l’edilizia (22,9%). Le attività di alloggio e ristorazione (7,7%) e i servizi alle imprese (5,5%) continuano a mostrare gli incrementi relativi più elevati (+46,0% e +77,5% dal 2011), mentre segna il passo la manifattura (7,8%). Rilevante si mantiene la partecipazione alle attività artigiane (183mila imprese, il 13,6% di quelle attive nel settore).

A livello territoriale, più marcata è la concentrazione delle aziende a guida immigrata nel Centro-Nord (77,4% vs il 65,8% di quelle gestite da italiani di nascita). Lombardia (19,3%) e Lazio (13,0%), e al loro interno Roma (11,4%) e Milano (9,1%), si confermano le principali regioni e province attività. Sono però le grandi aree metropolitane del Mezzogiorno a segnare ritmi di aumento particolarmente elevati. Le 14 Città Metropolitane raccolgono il 41,7% di tutte le imprese immigrate.

“I dati presentati raccontano un tessuto economico nazionale che non può fare a meno dell’apporto dell’imprenditoria immigrata. Nel corso degli anni abbiamo avuto evidenza della grande capacità di creare valore di queste imprese, capaci di superare difficoltà oggettive. Sono concrete realtà che si stanno affermando anche al di fuori dei confini nazionali”, ha commentato Massimo Canovi, Head of Southern Europe MoneyGram.

Gli immigrati sempre più imprenditori