Giro di vite sui dipendenti pubblici: in vigore le norme contro i “furbetti”

(Teleborsa) Tempi duri per tutti i dipendenti pubblici: da domani entrano in vigore nuove regole, più rigide, per il pubblico impiego, contenute nel decreto Madia sulla riforma della PA e nei successivi decreti attuativi . Si tratta di un complesso di norme, appositamente studiate per contrastare una piaga tipicamente italiana, l’assenteismo.

A sollecitare il pacchetto di norme sono stati i ripetuti scandali che hanno coinvolto dipendenti pubblici, soprattutto il caso del Comune di Sanremo, dove sono stati indagati 195 dipendenti, circa un terzo del totale, per il fenomeno dlele timbrature “finte” e multiple, documentate con i video. E poi ancora i 12 forestali del Comune di Belluno e dei 24 dipendenti di un piccolo comune della provincia di Reggio Calabria, alcuni dei quali sono stati anche posti agli arresti domiciliari.

I cosiddetti “furbetti del cartellino” avranno ora vita dura, perché le norme impongono un vero e proprio giro di vite su fenomeni quali le assenze ingiustificate e prolungate, le “finte” malattie, il doppio lavoro ed il fenomeno più sconcertante della timbratura fittizia del badge elettronico. Fra le misure più dibattute il licenziamento in 1 mese e la responsabilità del dirigente.


Cosa accadrà oggi ad un dipendente indisciplinato?

  • sospensione e licenziamento lampo: secondo le nuove regole la sospensione del dipendente colto in fallo scatterà entro 48 ore ed il licenziamento avverrà entro 1 mese dalla scoperta del comportamento illecito e senza altro preavviso. In realtà, le norme per il licenziamento “per direttissima” erano in vigore già dal 2009 con il Ministro Brunetta, ma la loro applicazione era sempre risultata parziale e difficoltosa, perché riguardava solo le “recidive plurime”.

 

  • iter abbreviato dinanzi al giudice: è stato delineato un iter abbreviato dinanzi al giudice, che prevede l’istituzione del contraddittorio entro 15 giorni dal licenziamento. Alla scoperta del fatto partirà anche la segnalazione alla Procura della Repubblica che dovrà avvenire entro 15 giorni.

 

  • stipendio dimezzato: nel periodo che intercorre fra la scoperta dell’illecito del dipendente pubblico, il colpevole percepirà uno stipendio dimezzato, rimanendo a casa in attesa del pronunciamento del giudice.

 

  • multe salatissime e risarcimento danni: sempre entro 15 giorni dalla scoperta dell’illecito, partiranno le segnalazioni alla Corte dei Conti, poiché saranno i magistrati contabili a quantificare entro 3 mesi il danno erariale, comprensivo anche del danno all’immagine a carico del dipendente. Si parla di un minimo di sei mesi di stipendio che può crescere con la notorietà mediatica del fatto

 

  • responsabilità dirigente: dato che i casi più eclatanti di scandalo che hanno colpito molti uffici ed enti statali e territoriali italiani hanno messo in luce la complicità del dirigenti, i decreti in questione pongono a carico del dirigente una precisa responsabilità per le condotte dei propri subordinati, proprio per incentivare una sorta di controllo diretto ed immediato sui dipendenti pubblici. Anche per il dirigente negligente, che non fa partire subito la procedura disciplinare sono previste sanzioni analoghe (sospensione, licenziamento, segnalazione all’autorità giudiziaria).

Restano anche alcune lacune, come ad esempio la possibilità del dipendente impossibilitato a differire la comparizione davanti al giudice di cinque giorni, rispetto ai 15 previsti, nel caso dia giustificatamente impossibilitato. Poi, se queste norme avranno veramente un effetto deterrente lo si capirà nel giro di pochi mesi dall’entrata in vigore.

Il Ministro Marianna Madia ha poi messo in luce alcune limitazioni che conta di colmare al più presto: ad esempio le norme in questione, applicate solo per l’assenteismo, potrebbero essere estese anche ai casi di furto e di altre gravi infrazioni poste in essere dal dipendente pubblico.

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