Gap, il colosso della moda chiude 81 negozi a causa del Covid: il piano per l’Italia

Gap chiuderà tutti i suoi negozi in Inghilterra e Irlanda, ma il piano di ristrutturazione coinvolgerà anche l’Italia

Gap, colosso americano del fashion con negozi sparsi in tutto il mondo, ha annunciato che chiuderà tutti i suoi punti vendita in Irlanda e Inghilterra. Si tratta di un totale di 81 store specializzati nella vendita di abbigliamento e accessori alla moda, che abbasseranno le saracinesche gradualmente, tra la fine di agosto e la fine di settembre di quest’anno. Alcuni (circa 19 strutture) chiuderanno già a luglio per via dei contratti in affitto in scadenza che non verranno più rinnovati.

Gap e gli effetti del Covid sul mercato, annunciata la chiusura di 81 negozi: l’azienda punta tutto sullo shopping online

La decisione presa fa parte di un piano di ristrutturazione generale dell’azienda, che intende spostare online tutto il suo business. Uno dei portavoce della società ha fatto sapere che si tratta di una conseguenza delle dinamiche di mercato che si sono create anche durante la pandemia.

Le vendite online sono andate bene nonostante la crisi, per questo motivo Gap ha intenzione di potenziare questo canale di accesso ai suoi prodotti e servizi. I dipendenti sono stati già avvisati dalla società ma, al momento, non si sa quanti sono quelli che perderanno il lavoro, verranno trasferiti o ricollocati a fare altre mansioni.

In una nota stampa Gap ha dichiarato: “Ci stiamo muovendo con attenzione attraverso il processo di consultazione con il nostro team europeo e forniremo supporto e assistenza per la transizione ai nostri colleghi mentre cercheremo di chiudere i negozi”.

Gap, il piano di ristrutturazione coinvolge anche l’Italia

Il piano di ristrutturazione di Gap, che prevede la chiusura dei negozi in Irlanda e Regno Unito, coinvolgerà in qualche modo anche l’Italia. L’azienda, è stato spiegato, ha iniziato una revisione strategica dell’attività lo scorso anno “con l’obiettivo di trovare modi nuovi e più convenienti per mantenere una presenza e servire i clienti”. Questo l’ha portata ad analizzare anche il mercato europeo, dove è stato rivelato un certo potenziale.

Per questo motivo, Gap si è attivato per trovare dei partner in Francia ed ha avviato le trattative per l’acquisizione di punti vendita anche in Italia.

Gap chiude in Inghilterra: c’entra la Brexit?

Gap, quando è stato lanciato per la prima volta nel Regno Unito (nel 1987) ha registrato un grande successo, diventando famoso soprattutto per le sue felpe col cappuccio. Negli ultimi anni, però, ha fatto fatica ad imporsi rispetto alla concorrenza, ricorrendo spesso a prolifici sconti per attirare gli acquirenti. Questa situazione ha indebolito il marchio, tanto che si è trovato impreparato nell’affrontare la crisi scatenata dal Coronavirus.

Con la chiusura dei negozi a causa dei ripetuti lockdown, però, un dato interessante è emerso: lo shopping online non si è fermato, al contrario, ha registrato interessanti andamenti in positivo.

La decisione di chiudere gli store fisici, come anticipato sopra, dipende quindi dalla volontà di investire in un settore che potrebbe far guadagnare di più.

A chi ha pensato che dietro questa strategia ci fosse l’intenzione di uscire dal mercato inglese dopo la Brexit la società ha risposto spiegando: “Non stiamo uscendo dal mercato del Regno Unito. Continueremo a gestire la nostra attività di e-commerce nel Regno Unito e nella Repubblica d’Irlanda”.

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