“Furbetti del week end”: pronta la stretta del Governo sugli assenteisti del venerdì e lunedì

Pronto il decreto. "Penalità in arrivo, premi a chi c'è". Licenziamenti più rapidi per i furbetti del cartellino

(Teleborsa) – Vita difficile per i furbetti del week end, quei dipendenti pubblici specialisti del ponte che in occasione soprattutto di festività ravvicinate con sapienti strategiche alchimie riescono a procurarsi vacanze con assenze dal lavoro anche di diversi giorni. Frodando lo Stato con malattie e indisposizioni fasulle, s’intende. Ma da metà febbraio, cari signori si cambia.

Il Ministero della Pubblica Amministrazione ha infatti già pronto nel cassetto, proprio in quel Decreto che riformerà il testo unico del lavoro nel pubblico impiego, un “paragrafo” per contrastare appunto le anomale assenze che si registrano il venerdì e il lunedì e peggio ancora quando il calendario presenta festività infrasettimanali da utilizzare come piloni aggiuntivi di un ponte di per sé già abusivo. Assenze tali da rappresentare in certe occasioni addirittura un fenomeno di massa, quasi fosse frutto di vera e propria organizzazione, per le quali mancano adeguati strumenti di contrasto.

Del resto, si tratta di materia che rientra nel nuovo testo unico attuativo della riforma Madia e che sarà anche pure uno dei punti nodali delle trattative per i rinnovi contrattuali, dato che che l’accordo Governo-sindacati del 30 novembre scorso impegna le parti, attraverso una “coerente normativa contrattuale”, a “contrastare fenomeni anomali di assenteismo”.

Da una mappa dell’assenteismo nella Pubblica Amministrazione diffusa dall’Ansa e realizzata su dati della Ragioneria dello Stato che ha preso in esame l’anno 2015, risulta che sono stati circa 9,2 i giorni di assenza in cui non si è presentato al lavoro in media ogni pubblico dipendente pubblico. Tendenza tuttavia in ribasso rispetto al 2014, quando la media è stata di 9,8. Pressoché stabili a 2,1, invece, restano le giornate che fanno capo alla legge 104 per i lavoratori disabili o per i dipendenti con a carico familiari disabili. E lo stesso vale per i congedi straordinari finalizzati all’assistenza di persone con gravi handicap (1 giorno l’anno). Leggero rialzo per quanto riguarda gli scioperi.

Ma per calcolare il totale delle assenze è necessarie aggiungere tutte le tipologie di assenze, ferie e congedi straordinari compresi. Così, secondo i calcoli della Ragioneria, nel 2015 il conto delle assenze complessive è risultato di oltre 126 milioni di giornate, in diminuzione del 4,8% rispetto all’anno precedente (quasi 133 milioni). Un calo su cui ha diminuito tuttavia, anche se in misura minore, anche la diminuzione del personale.

In sostanza, un generale se pur piccolo miglioramento nel 2015 per le assenze nella P.A. Ma per recuperate la grande differenza tra pubblico e privato tanta acqua dovrà ancora scorrere sotto i ponti. Ma la battaglia contro i “furbetti” è cominciata. E appunto da febbraio dovrebbero cominciare a essere sistemate le “chiuse” necessarie a ridurre e a regolare il flusso delle assenze anomale. La delega del Ministro Madia vede in prima linea controlli medici sotto l’egida Inps. Ma sono annunciati altri interventi.

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