Focolaio Bartolini, non solo dipendenti tra i contagiati

I lavoratori sarebbero 47, molti non avrebbero rispettato i protocolli sanitari. Positivi anche familiari e conoscenti

“Le regole, in magazzino, non venivano rispettate in modo sistematico. Abbiamo notato che, qualche volta, le persone non usavano sempre la mascherina e non rispettavano la distanza di sicurezza di un metro”. Lo ha detto Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Bologna, che ha fatto il punto sul focolaio di coronavirus scoperto nel magazzino emiliano della Bartolini. Le sue parole sono state riprese dall’Ansa.

Una situazione grave, perché accende i riflettori sui rischi del contagio nei luoghi di lavoro. “Le persone che si sono sentite male – ha aggiunto – non l’hanno comunicato al medico curante. C’è gente che, passata la febbre, si è rimessa subito a lavorare”.

Focolaio Bartolini, quanti sono i lavoratori contagiati

Alla Bartolini “ci sono 47 dipendenti positivi al tampone, di cui 41 asintomatici. La maggior parte – ha spiegato Pandolfi – non ha problemi”. Il focolaio però ha avuto ripercussioni anche su persone che non lavorano direttamente per l’azienda, ma che ne sono legati “per contatti familiari o di conoscenza: in tutto i positivi sono 17, di questi sono 14 asintomatici e 3 con sintomi, 2 hanno avuto bisogno di ricovero in ospedale”.

Ricapitolando, le persone positive collegate al focolaio Bartolini sono 64. Altre 130, contatti stretti dei dipendenti, sono stati messi in isolamento domiciliare. A casa, in totale, ci sono dunque 192 persone, a cui vanno aggiunte le 2 ricoverate in ospedale.

Il primo caso è stato riscontrato la scorsa settimana. Oggi, in un altro settore della Bartolini, sono stati effettuati altri 190 tamponi.

L’Azienda Usl e il Comune di Bologna continuano a monitorare la situazione. Secondo l’edizione bolognese del Resto del Carlino, nei giorni scorsi il magazzino era stato chiuso in via precauzionale, ma senza sospendere le attività.

Il comunicato di Bartolini: “Lavoratori gestiti da società esterna”

Bartolini Corriere Espresso – recita una nota aziendale – sta seguendo e gestendo con estrema attenzione l’evolversi della situazione legata al cluster Covid-19 verificatosi nel proprio magazzino di Bologna Roveri, e originato da lavoratori di servizi logistici di magazzino gestiti da una società esterna“.

L’azienda, nel comunicato, spiega di essersi attivata con l’Ausl “al fine di contingentare e razionalizzare le attività operative e contemporaneamente per la verifica della diffusione del contagio, in rigorosa conformità al ‘Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro‘”.

Sono state dunque “prontamente attuate le necessarie misure di sicurezza a tutela degli operatori e dei dipendenti e di verifica di diffusione del contagio”. Per prima cosa “è stato effettuato lo screening attraverso tampone naso-faringeo dei circa 200 lavoratori, che attualmente ha evidenziato la presenza di alcuni positivi asintomatici”.

Per tutti i lavoratori coinvolti “è stato disposto l’isolamento domiciliare, come previsto dai protocolli sanitari nell’ambito della emergenza Covid”. Quindi, è stata fatta una “profonda sanificazione degli ambienti, condotta da aziende certificate e specializzate, in aggiunta a quelle previste dal protocollo interno predisposto in ottemperanza delle disposizioni ministeriali”. Infine, “con l’obiettivo di tutelare al massimo la salute di clienti, fornitori e collaboratori diretti ed indiretti, in data odierna sono stati sottoposti a tampone altri 170 lavoratori, tutti i drivers ed i dipendenti operativi della filiale”.

Consegne rallentate a causa del focolaio

Il focolaio all’interno del magazzino sta ovviamente causando rallentamenti nelle consegne gestite dall’hub di Bologna Roveri, “sebbene questa situazione sia stata affrontata con tempestività e adottando tutti gli accorgimenti necessari”, sottolinea Bartolini in una nota.

“Fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 – prosegue – l’azienda ha istituito un Comitato che controlla costantemente la situazione per elaborare i diversi scenari al fine di adottare tutte le misure necessarie a salvaguardare la sicurezza e la salute di chiunque interagisca con il network. Inoltre è stato eliminato l’obbligo di raccolta firma del destinatario per garantire la consegna sicura rispettando il distanziamento sociale“.

Gli autisti “hanno l’obbligo di attenersi alle disposizioni di sicurezza in essere, all’uso dei dispositivi di protezione individuale” e l’azienda “continua a seguire rigorosamente i protocolli relativamente alla sanificazione dei magazzini e degli uffici, e a fornire tutti i dispositivi di protezione individuale in conformità con quanto dettato dal governo, in tutte le sue 193 filiali distribuite in maniera capillare sul territorio nazionale e con una forza lavoro di oltre 18 mila persone“.

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