Firenze, il Covid colpisce ristoranti e alberghi: perso 1 miliardo in tre mesi

Secondo i dati Confcommercio e Confesercenti, ad agosto le attività della ristorazione hanno perso l'80% rispetto al 2019

Che la situazione sarebbe stata difficile anche una volta che le restrizioni sarebbero state eliminate era facilmente ipotizzabile. Probabilmente, però, neanche i più catastrofisti potevano immaginare un calo così drastico delle presenze turistiche e un conseguente crollo delle entrate per le attività legate al settore turistico e ricettivo. Ristoranti, bar e alberghi sono in ginocchio e molte attività, anche storiche, costrette alla chiusura.

Firenze, in questo senso, è emblematica. Nei giorni passati, il proprietario di un locale del centro storico ha deciso di togliersi la vita proprio all’interno del ristorante. Troppo forte la paura di non poter portare avanti l’attività, a causa del crollo delle visite turistiche in città. Dati alla mano, il calo di turisti e visitatori è costato ai ristoratori e albergatori fiorentini oltre l’80% del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E ora, con lo spettro di una seconda ondata e una nuova quarantena alle porte, sono molti quelli che temono di dover chiudere definitivamente.

Firenze, quanto costa la crisi a ristoratori ed albergatori

La forte diminuzione di presenze turistiche, come detto, ha avuto un effetto a dir poco devastante per le finanze delle moltissime attività ristorative e ricettive del centro storico di Firenze. Secondo i dati diffusi da Confcommercio e Confesercenti, nel periodo tra marzo e agosto ristoranti e bar hanno perso oltre 1 miliardo di euro, con una perdita media di 90 mila euro ad attività. Se la rilevazione viene estesa anche alle attività fuori dal centro storico, la perdita raddoppia.

Nel solo mese di agosto, continuano le associazioni di categoria, il calo di fatturato è stato nell’ordine dell’80% rispetto a quello fatto registrare nel corso dello stesso mese del 2019. E con l’arrivo dell’autunno, e lo spettro di una nuova chiusura che si fa ogni giorno più forte, molti temono per la stessa sopravvivenza delle attività.

Covid 19, attività storiche a rischio: la situazione a Firenze

Il rischio principale, fanno notare sempre i rappresentanti fiorentini di Confcommercio e Confesercenti, è che moltissime attività storiche, aperte da diversi decenni, siano costretti a chiudere definitivamente i battenti. Anzi, sono già molte quelle che non hanno riaperto dopo la quarantena: solo a Firenze si contano 7 mila addetti della ristorazione in cassa integrazione, e moltissimi altri (stagionali soprattutto) stanno ricevendo altre forme di sussidio da parte del Governo.

Lo spettro, però, è un altro: molti ristoratori hanno il timore di strane infiltrazioni in settori strategici. L’allarme è stato lanciato dal procuratore Giuseppe Creazzo, che ha paventato l’ipotesi di offerte “irrifiutabili” per rilevare attività in difficoltà, e inserirsi così in uno dei settori economici maggiormente profittevoli.

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