Farsi assumere dopo uno stage: i consigli degli esperti

In Italia, solo il 32% dei tirocini si trasforma in un’assunzione: ma quali sono le caratteristiche che regalano più possibilità di ottenere un contratto?

Quando uno stage sta per giungere al termine, la domanda è una sola: come posso ottenere un contratto d’assunzione? Soprattutto per i giovani al primo impiego, infatti, essere assunti non è scontato né tantomeno facile. Lo dimostra il “Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie 2017”, redatto dal Ministero del Lavoro: sono solamente 103.000 su 318.000 i contratti scaturiti a seguito di un tirocinio. Una percentuale (il 32.4) molto bassa. Il motivo? Se da un lato intervengono le difficoltà delle aziende, dall’altro – secondo gli analisti – ci sono anche alcune responsabilità da parte dello stagista, talvolta per mancanza di un’adeguata formazione, talvolta per una scarsa propensione al sacrificio e al rispetto dei superiori. Dal report stilato dal Ministero è emerso che – dei tirocini – il 76% si è interrotto al loro termine, il 10.5% prima del tempo per iniziativa del tirocinante, lo 0.6% per scelta dell’azienda.

Ma quali sono le caratteristiche che più un datore di lavoro apprezza in un tirocinante, e che danno allo stagista più possibilità di ottenere un’assunzione? Innanzitutto, la capacità di osservazione: è fondamentale osservare i colleghi, cercare di capire le dinamiche aziendali, captare ogni dettaglio che possa permettere di crescere all’interno di un’azienda. Fondamentale è anche la voglia di imparare: è necessario essere ricettivi, chiedere spiegazioni quando una cosa non è chiara. Al proprio tutor, o ad un collega più esperto. Perché anche la capacità di socializzare con i colleghi è ben vista, molto più della competitività. Se lo “stagista perfetto” è umile – e pronto a svolgere anche mansioni meno importanti –, puntuale, ordinato e disciplinato (la professionalità è fondamentale, e si esprime negli atteggiamenti tanto quanto nel dress code), è consigliabile che sia anche proattivo e che – soprattutto – sia sempre se stesso. Deve saper evidenziare i suoi punti di forza, ma non scoraggiarsi di fronte ad un errore: in un percorso di crescita che porti all’acquisizione di una certa responsabilità, qualche sbaglio è da mettere in conto. E, sebbene non sempre sia giusto e soprattutto per i giovani accettarlo può diventare difficile, bisogna saper vivere lo stage come un’esperienza formativa. A cui, purtroppo, non necessariamente segue un’assunzione.

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