False partite Iva, giro di vite del governo: quando scatta l’assunzione

Al debutto le regole previste dalla legge Fornero: i finti autonomi sono non meno di 400 mila

Se da un lato è messo sotto pressione dalla rivolta dei possessori di partite Iva, penalizzati dalla nuova tassazione sul regime dei minimi, dall’altro il governo mette finalmente mano alla pletora di false partite Iva che in realtà nascondono rapporti di lavoro subordinati. E  mentre sono in corso retromarce  per provare a non penalizzare le vere partite Iva, si è aperta ufficialmente la caccia a quelle cosiddette finte. A convincere della necessità di controlli serrati sul fronte degli autonomi, il boom più che sospetto di nuove partite Iva aperte nel mese  di novembre 2014, quando era ormai chiaro che per artigiani, liberi professionisti e commercianti all’orizzonte si affacciavano le nubi nerissime dell’aumento dell’imposizione fiscale.

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I NUMERI – Si calcola che su 5,5 milioni di partite Iva attive, circa 3 milioni siano lavoratori autonomi senza dipendenti, professionisti individuali dentro i quali si nascondono aree di grigio e di nero. Su questi circa 750-800 mila hanno un unico cliente; tra di essi il 35-40% sono false partite Iva certificabili. In pratica l’area di controllo riguarderebbe non meno di 350-400 mila finte partite Iva.

AL LAVORO INPS E AGENZIA ENTRATE – Al lavoro gli ispettori delle Entrate e dell’Inps, che agiranno in base all’impianto stabilito dalla legge Fornero sul lavoro. Il 31 dicembre scorso è infatti terminato il previsto periodo di monitoraggio dei controlli sulla mono-committenza, previsto dalla legge 92/2012. Dal 1° gennaio gli ispettori potranno realizzare pienamente ciò che è stabilito da quella che veniva considerata la prima legge di contrasto alle false partite Iva, vale a dire la presunzione automatica della subordinazione. (Continua sotto)

QUANDO SCATTA L’ASSUNZIONE – Vengono presi in considerazione tre indicatori, ed è sufficiente che ne sussistato due contemporaneamente per far scattare la presunzione di rapporto di lavoro subordinato:
– la presenza di una postazione di lavoro fissa presso la sede del committente;
– la soglia dell’80% dei corrispettivi annui dovuti alla collaborazione nell’arco di due anni consecutivi;
– la durata della collaborazione non superiore agli 8 mesi annui per due anni consecutivi.
La presunzione di subordinazione si applica ai titolari di partita Iva privi di ordine o elenco. Gli ispettori, terminato il monitoraggio, potranno automaticamente stabilire la trasformazione del contratto in collaborazione coordinata e continuativa, o anche in contratto a tempo indeterminato.

I NON ISCRITTI – Resta il problema del trattamento dei professionisti e free lance non iscritti ad albo o registro: agiscono in regime di rischio d’impresa; sono fortemente tassati (quest’anno la loro contribuzione è arrivata al 30,72%); e non hanno diritto ad alcuna tutela né tantomeno a una offerta di welfare.

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