Evasione fiscale, nel mirino colf e badanti. “Rischio rincari per le famiglie”

La proposta del governo per combattere l'evasione contributiva e fiscale e il lavoro nero è quella di trasformare le famiglie in sostituti d'imposta

Nel mirino del governo per contrastare l’evasione fiscale e il lavoro in nero finiscono anche colf e badanti.
Il settore è uno di quelli in cui il lavoro nero è ampiamente diffuso (secondo Assindatcolf, il 60% dei lavoratori domestici non è assunto regolarmente) ed è per questo che il governo, per fare cassa, sta pensando di introdurre delle novità che potrebbero far emergere le irregolarità. La più importante è quella di trasformare i datori di lavoro in sostituti d’imposta.

COSA CAMBIEREBBE – Procedure più complesse, maggiori responsabilità e, soprattutto, aumento dei costi: questo è lo scenario che potrebbe verificarsi se l’ipotesi di rendere sostituto di imposta il datore di lavoro domestico venisse confermata nella Legge di Bilancio. In pratica, oltre al versamento contributivo e alla retribuzione netta concordata con il lavoratore, la famiglia dovrebbe farsi carico di versare anche l’Irpef per il proprio dipendente.

UN’IPOTESI CHE SPAVENTA LE FAMIGLIE – “Non trasformiamo le famiglie in sostituti d’imposta”: a lanciare l’allarme è Assindatcolf, il sindacato di categoria, che dopo aver visto la nota di aggiornamento che prepara la manovra, ha chiesto un incontro al ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, per pensare a un intervento organico. Per Assindatcolf “sarebbe intollerabile fare cassa a spese delle famiglie che già oggi, in mancanza di adeguate leve fiscali e di un welfare efficiente, sono costrette a farsi carico di tutto il peso dell’assistenza, anche e soprattutto economico”.

“Un onere – prosegue l’associazione – destinato a crescere qualora il datore di lavoro domestico fosse reso sostituto di imposta poiché, oltre al versamento contributivo e alla retribuzione netta concordata con il lavoratore, la famiglia dovrebbe farsi carico di versare anche l’Irpef per il proprio dipendente”.

“Per scongiurare che questa ipotesi diventi realtà con conseguenze pesantissime per le famiglie – conclude l’associazione nazionale dei datori di lavoro domestico – chiediamo ai ministri competenti, Economia e Lavoro, di avviare confronto sul tema”, convocando un “tavolo specifico per discutere in modo organico di come valorizzare il comparto, con meccanismi premianti come la deducibilità dei costi e non di come continuare a penalizzarlo come nel caso del Reddito di cittadinanza o nella, speriamo scongiurata, ipotesi di alzare il salario minimo orario. Il risultato sarebbe solo quello di incentivare il lavoro irregolare, nero e grigio”.

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