In Europa servono 3,8 milioni di lavoratori

I dati di Eurostat evidenziano il paradosso tra domanda e offerta di lavoro

L’Europa ha bisogno di riempire quasi 4 milioni di posti di lavoro vacanti e si prepara a farlo con la paura – che in molti casi è quasi una certezza – di non riuscire a trovare le risorse giuste sul mercato neanche nel corso del 2019.

A confermarlo sono i dati emersi da una recente ricerca di Eurostat. Germania, Spagna, Gran Bretagna, Olanda, Polonia: da nord a sud, da est a ovest del Vecchio Continente, le imprese alla ricerca di nuove figure professionali con le qualifiche adeguate sono in netto aumento. La stima parla di 3,8 milioni di posti di lavoro vacanti e un “gap” tra domanda e offerta occupazionale che paradossalmente si allarga sempre di più.

Ma quali sono le competenze più richieste dalle aziende europee? A quanto pare non sono solo le tecnologie a spingere per la creazione di nuove figure. Quelle più ricercate sono in buona parte le “vecchie professioni”: operai specializzati (elettricisti, saldatori, meccanici), agenti di vendita, ingegneri, autisti e tecnici vari. Questo elenco, secondo “Manpower” – il colosso globale del recruiting – corrisponde alle prime 5 professionalità più difficili da trovare negli ultimi 10 anni.

Da una parte, dunque, milioni di giovani europei non riescono a trovare un’occupazione stabile. Dall’altra ci sono sempre più aziende e imprese che faticano a reperire i candidati con le giuste competenze. La ricerca condotta da Eurostat mostra, dunque, un mercato del lavoro a livello europeo in parte “paralizzato” da queste tendenze contrapposte. E non sono solo proiezioni e stime: si tratta di posti di lavoro reali e retribuiti che dopo mesi di ricerche, ad oggi, risultano ancora non assegnati.

Una tendenza peraltro in crescita, visto che all’inizio del 2016 i posti vacanti erano “solo” 3 milioni. Il record spetta alla Germania, dove è concentrato il maggior numero di posizioni ancora in attesa del candidato ideale. Nel paese teutonico sono 1,2 milioni le ricerche di personale avviate e non ancora concluse nel 2018, anno in cui il 45% delle imprese che hanno dichiarato la propria difficoltà a trovare i profili con le competenze adeguate.

Seguono la Gran Bretagna con 851 mila, la Repubblica Ceca (271mila) , l’Olanda (256mila), la Polonia (156mila) e il Belgio (149mila). Tanti i professionisti “introvabili” anche in Spagna (125 mila), Ungheria (87 mila), Svezia (103 mila) e Austria (126 mila). Meno di 7500 le posizioni vacanti in Italia.

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