Eurispes fotografa l’Italia: si torna a casa da mamma e papà, 1 su 4 si sente povero

Tra le cause divorzio e perdita del lavoro

(Teleborsa) Nascere, crescere, trovarsi un lavoro, lasciare la casa di mamma e papà e trovarsene una propria per costruirsi un futuro, si spera roseo: questo, in teoria, dovrebbe essere il percorso naturale di ogni individuo. In teoria, perchè poi, complice la crisi, la pratica non è proprio così. A cambiare le regole del gioco e a metterci lo zampino, infatti, ci hanno pensato le difficoltà economiche che negli anni hanno fatto sempre di più la parte del leone.

E allora, riproviamo: nascere, crescere, trovarsi un lavoro, lasciare la casa di mamma e papà. E? Ritornarci, ovviamente.
Sì, perchè sono sempre di più gli italiani che non ce la fanno a pagare l’affitto o il mutuo e allora la soluzione è una sola: tornare sotto il tetto di mamma e papà. Tradotto: per andare avanti occorre tornare indietro, italiani, in pratica, campioni del mondo nel balletto marcia indietro del gambero.

A confermarlo è l‘Eurispes: “molti hanno dovuto mettere in atto strategie anti-crisi come tornare a casa dai genitori (13,8%)”, o “in quella dei suoceri”, si legge nel Rapporto Italia 2017.

Nello specifico, su base territoriale, “il Nord-Ovest mantiene la percentuale più alta anche rispetto alla necessità di tornare a vivere con la propria famiglia o con la famiglia del coniuge (19,5%), seguito dalle Isole (14,2%); mentre la quota più bassa si registra al Centro (9,4%)”

UNO SU QUATTRO SI SENTE POVERO– Perdita e povertà, due concetti che vanno a braccetto. Che sia la perdita degli affetti che sfocia in un divorzio, di una persona cara per malattia o del lavoro, non fa la differenza, il risultato è che ci si sente (più) poveri. “Circa una persona su quattro afferma di sentirsi ‘abbastanza’ (21,2%) e ‘molto’ (3%) povero”. Si sprofonda nella povertà a causa della perdita del lavoro (76,7%), a seguito di una separazione o un divorzio (50,6%), a causa di una malattia propria o di un familiare (39,4%)”. Ma tra le ragioni c’è anche “la dipendenza dal gioco d’azzardo (38,7%)” e “la perdita di un componente della famiglia (38%)”.

I CONTI NON TORNANO (QUASI) MAI– Arrivare a fine mese, insomma, è sempre più un’impresa con gli italiani alle prese con un calendario vero e proprio spauracchio con cui fare i conti che però non contano mai. Quasi la metà delle famiglie non riesce a far quadrare i conti. Il 48,3% non riesce ad arrivare alla fine del mese”, con un incremento di circa un punto percentuale rispetto all’anno scorso quando si registrava un 47,2%”.

QUANDO C’E’ LA SALUTE C’E’ TUTTO. O FORSE NO? – Sul fronte consumi piccoli passi avanti con il potere d’acquisto che regge all’onda d’urto della crisi. Stando, infatti, al Rapporto Italia 2017 dell’Eurispes, la maggior parte degli italiani non ha accusato una riduzione della capacità di spesa (51,5% contro il 48,5% che invece ha lamentato una perdita). Gli italiani però non abbassano la guardia. Anzi. E da cicale diventano sempre più virtuose formichine. A farne le spese? La salute. Sono, infatti, aumentati i soggetti che hanno ridotto le spese mediche (38,1% contro 34,2%)”, sottolinea ancora lo studio.

Risparmio, in generale, a tutto tondo: nel corso dell’anno si è comunque risparmiato su pasti fuori casa (70,9%), estetista, parrucchiere, articoli di profumeria (66,2%), viaggi e vacanze (68,6%).

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