All’estero i laureati guadagnano il 61% in più

I laureati italiani scelgono l'estero per trovare lavoro: c'entrano i soldi e prospettive di vita migliori

I giovani laureati sono sempre più in fuga dall’Italia. Mancanza di lavoro e stipendi troppo bassi stanno creando un’emorragia di figure specializzate nel nostro Paese.

L’allarme viene dall’ultimo rapporto di AlmaLaurea, che aveva già segnalato i corsi di laurea che offrono maggiori opportunità di lavoro e migliori stipendi in Italia. Queste opportunità tuttavia non sono sufficienti, visto che i neolaureati – in ogni disciplina – scelgono l’estero.

Lasciano l’Italia perché non riescono a trovare lavoro e uno su tre dichiara di non essere disposto a tornare a casa perché lo stipendio all’estero è più alto.

Tra i laureati italiani che si sono trasferiti all’estero per lavoro, il 40% ha riferito di aver preso questa decisione per la mancanza di opportunità di lavoro adeguate in Italia. Mentre un 25,4% ha detto di essersi trasferito perché ha ricevuto una proposta di lavoro interessante da un’azienda con sede all’estero.

A cinque anni dalla laurea, inoltre, chi lavora all’estero percepisce in media 2.266 euro mensili netti di stipendio rispetto ai 1.407 euro di chi lavora in Italia, con una differenza del +61%. Una motivazione in più per lasciare il nostro Paese.

Il rapporto di AlmaLaurea rileva che quasi la metà dei laureati italiani è disposta a trasferirsi all’estero per lavoro e un terzo in un altro continente.

Le destinazioni preferite sono Regno Unito, Svizzera, Germania, Francia e Spagna.

Negli ultimi anni sono migliorati il tasso di occupazione e le retribuzioni per i neolaureati italiani, ma questo ancora non basta a frenare le partenze dei lavoratori qualificati dal nostro Paese, soprattutto al Sud, dove è vera e propria fuga, non solo di laureati ma anche di diplomati.

Secondo i dati di AlmaLaurea, riferiti al 2018, a un anno dalla laurea il tasso di occupazione è del 72,1% tra i laureati di primo livello e del 69,4% tra quelli di secondo livello. Sempre a un anno dal conseguimento del titolo, la retribuzione mensile netta è in media di 1.169 euro per i laureati di primo livello e 1.232 euro per i laureati di secondo livello. Un aumento che ancora non è riuscito a colmare la perdita retributiva dovuta al periodo più difficile della crisi economica, dal 2008 al 2014, che ha colpito duramente i laureati italiani.

Per quanto riguarda il Sud Italia, un quarto dei diplomati sceglie di andare a studiare nelle università del Centro e del Nord. Una volta conseguita la laurea, questi giovani non tornano al Sud, rimangono al Nord Italia o si trasferiscono all’estero. Questa emigrazione massiccia rischia di lasciare il Mezzogiorno un “guscio vuoto” nel giro di 10 anni, ha denunciato il presidente di AlmaLaurea, già rettore dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi.

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