Milioni di posti di lavoro dalle energie verdi – Puntare sulle rinnovabili significa creare occupazione e sviluppo tecnologico. Il boom del fotovoltaico in Italia

Puntare sulle rinnovabili significa creare occupazione e sviluppo tecnologico. Il boom del fotovoltaico in Italia

 

Attualmente più di un milione di persone sono occupate nella filiera produttiva dei biocarburanti. Ed entro il 2030 saranno 12 milioni i lavoratori impiegati nel business delle tecnologie verdi.
A dirlo è un rapporto delle Nazioni Unite, “Green Jobs: Towards Decent Work in a Sustainable, Low-Carbon World“, nel quale sono analizzati gli impatti della rivoluzione energetica prossima ventura.

Un cambiamento che passerà attraverso diverse e numerose strade. La prima: il passaggio a fonti energetiche carbon free. Dalla fabbricazione installazione e la manutenzione di pannelli solari saranno impiegati, entro il 2030, circa 6,3 milioni di lavoratori. Due milioni saranno coinvolti nel settore dell’eolico.
E poi c’è la strada del riciclaggio e lo sviluppo di veicoli ecologici: anche questa potenzialmente ricca di potenzialità occupazionali.

Insomma la sfida verso un’economia sostenibile rappresenta anche un’enorme opportunità per la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro. Sarebbe un peccato se l’attuale crisi economica e finanziaria affossasse gran parte delle politiche energetiche già programmate per i prossimi anni. Perché non solo si rinuncerebbe ad avere un mondo più pulito e giusto, ma anche a un investimento in grado di far crescere l’economia reale.

Potenzialità che sono ben presenti anche in Italia. Nel nostro paese il settore del fotovoltaico ha registrato quest’anno la sbalorditiva crescita del 500%. Merito degli incentivi statali – come il Conto energia – e di una sfida imprenditoriale che vede nell’energia solare uno strumento per affrancarsi dal caro bollette.
Oggi chi apre una centrale fotovoltaica e si allaccia alla rete elettrica ottiene, per vent’anni, una tariffa di oltre 30 centesimi di euro per chilowattora prodotto, più gli 8 di prezzo del mercato.Una domanda che sta, inoltre, stimolando la crescita di aziende made in Italy. Infatti se attualmente il boom del fotovoltaico dipende per il 75% dall’estero (soprattutto Germani e Cina), stanno prendendo forma progetti industriali tutti italiani.

Un altro settore promettente è l’eolico, soprattutto con il volto della micro generazione. Ovvero la produzione di energia fatta in casa e integrata in prossimità di scuole, ospedali, gruppi di aziende. Il potenziale di sviluppo del minieolico è enorme, seppure – oggi- si dimostra in forte svantaggio con il grande eolico, maggiormente in grado di garantire un rapido ritorno degli investimenti. Ma sta proprio qui la sfida: muoversi su terreni ancora vergini, dal punto di vista industriale e tecnologico, consente di appropriarsi di quel vantaggio competitivo di cui il paese è fortemente affamato.
(F.C.)

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