Bonus per il risparmio energetico. Parziale retromarcia del governo

L'esecutivo promette di rinunciare alla retroattività. Confermata la stretta per i prossimi anni

 

Le proteste sembrano aver sortito un parziale ripensamento del governo. Durante un’audizione alla Camera, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha affermato che il Parlamento toglierà la retroattività della norma. Il ministro ha però difeso la logica dei meccanismi che impediscono di sfondare le coperture. “La retroattività non ci può essere e il Parlamento la correggerà – ha detto Tremonti – ma voglio sul futuro ribadire un criterio: i crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat.
Dunque si tratta di un dietrofront a metà. Per il 2009 e gli anni successivi è confermata la stretta. Una scelta incomprensibile, un rigore di bilancio irrazionale che, non solo metterà in difficoltà numerose aziende (lo scorso anno l’indotto generato dal bonus è stato di 3 miliardi si euro), ma che contribuirà ad allontanare il paese dal grande business del futuro. Quello dell’efficienza energetica e delle nuove tecnologie.

Le reazioni contro un provvedimento rintenuto iniquo e dannoso sono state veementi. Sotto accusa i limiti imposti alla detrazione del 55% per chi ha fatto ristrutturazioni di immobili per il risparmio energetico. Soprattutto, la retroattività, ovvero l’estensione della norma blocca-sconto a chi queste spese le ha già effettuate.

Il nuovo meccanismo, introdotto dal decreto legge anti-crisi (e, si badi, ad oggi pienamente in vigore) impone già per il 2008 sia la prenotazione obbligatoria sia un vero e proprio stop per l’accesso all’agevolazione. Un’operazione che consentirà solo a un contribuente su dieci di poter utilizzare il bonus del 55%.

Anche la redazione di Virgilio economia è stata presa d’assalto dai propri lettori, infuriati contro la scelta dell’esecutivo. Cahiers de doleance, bipartisan. Sia dal punto di vista politico sia professionale. Praticamente assenti le voci che difendono il provvedimento.

Si sono fatte sentire le imprese. Un installatore si lamenta della retroattività. “Siamo – scrive – un’azienda che installa pannelli solari e stufe a pellet-legna. Molti nostri clienti hanno scelto di comprare in virtù anche di questo beneficio. Siamo senza parole e temiamo le conseguenze di tutto ciò… “.
Nino, dipendente di Confartigianato lancia una provocazione: “ho appena finito di fare un bonifico per lavori di efficienza energetica, adesso continuerò le ristrutturazioni senza fatture? “
Aldo, pensionato di Roma, ci racconta che con grandi sacrifici “ha deciso di sostituire la caldaia dell’abitazione con una di quelle a condensazione, spendendo il circa doppio”, per l’ambiente, ma anche in funzione della defiscalizzazione del 55%. E “ora mi ritrovo becco e bastonato!.. “.
A Claudio65 non piace “avere pagato una fattura di 19.200 euro per il rifacimento dell’impianto di riscaldamento e l’applicazione di pannelli solari”, contando di beneficiare della sconto del 55%. Trovandosi poi con un pugno di mosche in mano. “E’ una vergogna”, dice.
Gigi di Salerno si sente politicamente tradito. “Vergogna! Aiutare Alitalia conviene mentre agevolare i cittadini che investono in efficienza energetica no! Io sono di destra, ma l’art.29 introdotto nel decreto legge mi fa rabbrividire. Sono profondamente deluso da questo governo”.

Fabio Cavallotti

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