Gli effetti delle vacanze (lunghe) sul benessere delle persone: lo studio

Secondo un gruppo di ricercatori olandesi, le vacanze incidono sul nostro benessere, ma per un breve lasso di tempo

Andare in vacanza fa bene? Staccare per qualche giorno dal tran-tran lavorativo come incide sul benessere fisico e mentale? Le ferie sono davvero necessarie per “ricaricare le batterie” in vista del forcing autunnale e invernale? Queste le domande cui un gruppo di ricercatori dell’Università di Groningen, nei Paesi Bassi, ha tentato di dare una risposta.

In particolare, gli studiosi hanno tentato di dimostrare se la lunghezza delle ferie abbia o meno un effetto sullo stato di benessere delle persone. E, a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, i risultati sono piuttosto sorprendenti. Come si legge nel paper “Vacation (after-)effects on employee health and well-being, and the role of vacation activities,experiences and sleep”, è possibile registrare un miglioramento nelle condizioni di benessere personale durante e dopo le vacanze, ma l’effetto è meno duraturo di quanto si potesse pensare.

Come incidono le vacanze sul benessere personale: la modalità di svolgimento della ricerca

Per analizzare come le ferie incidano sul benessere dei lavoratori, il team di ricerca guidato dalla professoressa Jessica de Bloom ha raccolto le opinioni e le sensazioni di 54 lavoratori che, in 10 diverse occasioni (una prima della partenza, tre o quattro durante le vacanze e 5 nei giorni successivi al rientro a lavoro) hanno risposto a dei questionari per “misurare” il loro grado di benessere e soddisfazione pre e post vacanze.

I partecipanti hanno trascorso una media di 23 giorni in vacanza (da un minimo di 15 giorni a un massimo di 34 giorni) e sono stati contatti nel corso del quarto, dell’ottavo e del dodicesimo giorno di “villeggiatura”. Questa metodologia ha consentito ai ricercatori olandesi di registrare tutti i cambiamenti che il prolungarsi delle vacanze ha avuto sugli intervistati e valutare eventuali miglioramenti nell’umore e nello stato di benessere.

I questionari hanno consentito ai ricercatori di misurare sei diversi indicatori: stato di salute, stanchezza, soddisfazione, umore, tensione e livello di energia. Le domande, invece, sono state divise in sette macro-categorie che hanno permesso di misurare il benessere personale, il relax derivante dalle attività svolte in vacanza, quanto si è “pensato” al lavoro e la qualità del sonno.

Gli effetti delle vacanze: il relax c’è, ma dura poco

Dalle risposte date dai 54 partecipanti emerge come il “picco” di relax si registri all’ottavo giorno di vacanza, per poi rimanere stabile per qualche giorno. All’avvicinarsi della fine del periodo vacanziero, però, i valori crollano rapidamente, sino ad annullarsi pochi giorni dopo esser tornati a casa. Un trend, fanno notare i ricercatori dei Paesi Bassi, indipendente dalla durata della vacanza: tanto coloro che sono stati fuori per 15 giorni, quando coloro che hanno goduto di 34 giorni di riposo vedono tornare i livelli di benessere personale a quelli pre-vacanza sin dai primissimi giorni di ritorno alla normalità.

Questo, però, non vuol dire che le vacanze sono inutili. Diversi studi citati nella ricerca dimostrano che l’assenza di periodi di riposo è legato a stati di malessere e morte prematura. Inoltre, dallo studio condotto dagli accademici olandesi emerge che la possibilità di scegliere le attività da svolgere in vacanza, la qualità del sonno e il “godersi” i giorni di riposto consentano di prolungare l’effetto rilassante delle vacanze. Da non sottovalutare, poi, gli effetti che i ricordi delle vacanze possono avere sul benessere psicofisico delle persone: per questo motivo, conclude la ricerca presso l’Università di Groningen, è consigliabile fare più vacanze (magari brevi) nel corso dell’anno anziché optare per un unico periodo di riposo.

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