È l’unica a passare il concorso: troppo brava, prova annullata

Tutto da rifare per l'unica idonea tra 64 candidati di un concorso per un posto nella ASL di Pavia

Al concorso per un posto nella ASL di Pavia si sono presentati in 64 ma soltanto una di loro ha superato il test. La candidata è stata giudicata l’unica idonea per il posto di coadiutore amministrativo da assegnare al Dipartimento Prevenzione Veterinaria, ma non è stata assunta perché l’Azienda Sanitaria ha deciso di indire un nuovo concorso.

Il posto da ricoprire era uno solo e non c’è stato alcun problema burocratico o di irregolarità, semplicemente le domande sarebbero state “viziate” da “eccessiva complessità”. In pratica la candidata è stata troppo brava. Troppo per avere il posto.

CONCORSO ‘TROPPO DIFFICILE’ – I quesiti (rispettivamente da 2 minuti di risposta, 5 minuti e 5 minuti) si basavano su conoscenze basilari per un operatore amministrativo nel settore veterinario, eppure sono stati giudicati troppo complessi. Comprendevano elementi essenziali di anagrafe zootecnica (come il codice allevamento, documenti di trasporto, registro di carico e scarico); saper utilizzare Word per inviare alcuni tipi di lettere di contestazione di contributi evasi; e saper usare Excel per predisporre un elenco di aziende con suini e avicoli, da inviare ai vari veterinari per i controlli.

SI PREPARA IL RICORSO AL TAR – La donna ovviamente non ci sta e ha presentato ricorso al Tar. Fanno sapere i suoi avvocati Valeria Sergi e Stefano Nespor che nella decisione dell’Azienda Veterinaria Locale non c’è alcuna tutela dell’interesse pubblico. “La tutela dell’interesse pubblico consiste nell’attribuire il posto a concorso al candidato più meritevole, l’unico che ha ottenuto l’idoneità, anzi in teoriarisultato ancor più meritorio tenuto conto della (pretesa) “eccessiva complessità” delle prove. Al contrario, la decisione assunta non tutela alcun interesse pubblico, ma semmai l’interesse di candidati palesemente non meritevoli di provare nuovamente a ottenere il posto a disposizione (e non c’è dubbio che qualcuno di questi riuscirà, con le nuove prove, a ottenerlo). Senza contare che il costo di una nuova selezione graverà sull’Azienda e, quindi, sui contribuenti”.

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