DPCM e retroscena sui ristoranti: CTS inguaia Conte

Non sarebbero stati gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico a spingere per la chiusura alle 18

Ore di lavoro intenso per l’esecutivo mentre sta per tagliare il traguardo il prossimo DPCM che ci accompagnerà per tutto il periodo natalizio, dal 4 dicembre fino almeno al 7 gennaio (non è escluso che si arrivi al 15 gennaio).

Il Governo ha deciso di imboccare la via del rigore senza se e senza ma, evitando di ripetere gli errori della scorsa estate con un eccessivo allentamento delle maglie che stavolta potrebbero rivelarsi fatali in ottica terza ondata, assolutamente da evitare. Tradotto: sarà un Natale blindato. 

IL RETROSCENA CHE INGUAIA CONTE E SPERANZA – Il Premier Giuseppe Conte e il Ministro della Salute Speranza intanto sono finiti nella bufera per un retroscena scomodo sui ristoranti ricostruito da Il Tempo che cita un documento del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) datato 17 ottobre dal quale emerge che – contrariamente a quanto detto pubblicamente –  non sono stati gli scienziati a spingere per le chiusure serali dei locali come invece stabilito dal DPCM ufficializzato qualche giorno dopo.

Questo il testo che emerge dai verbali pubblicati dal quotidiano: “Per ciò che concerne il settore della ristorazione, il CTS rimarca il rigoroso rispetto e controllo delle misure già più volte indicate dal CTS ed oggetto delle norme attualmente in vigore (es. distanziamento, prevenzione degli assembramenti, obbligo nell’uso della mascherina negli esercizi commerciali e di ristorazione) con intensificazione della vigilanza e delle azioni di contrasto che devono essere rese più agevoli nella loro possibilità di adozione (es.: obbligo di affissione del numero massimo di clienti che è possibile accogliere negli esercizi). Il CTS suggerisce la coerenza della limitazione già prevista dalle raccomandazioni vigenti per i contesti domestici relativa al numero massimo di persone che possono condividere il medesimo tavolo all’interno dei locali di ristorazione”.

Per gli scienziati, dunque, i locali sarebbero potuti restare aperti, ovviamente nel rigoroso rispetto delle normative di sicurezza.

OPPOSIZIONI SUL PIEDE DI GUERRA – Un’onda polemica subito cavalcata dalle opposizioni, Giorgia Meloni in testa: “Lo scorso 17 ottobre – dice la leader di Fratelli d’Italia -, gli scienziati del Cts mettevano nero su bianco che i protocolli di sicurezza imposti ai ristoranti erano efficaci, quindi non c’era alcun bisogno di chiuderli. È stato il Governo a scegliere di inasprire le misure, dando un’altra pesantissima mazzata ad un settore fondamentale dell’economia italiana. Conte e i suoi sodali dimostrano ancora una volta di voler scaricare la propria incapacità di gestione dell’epidemia sulle imprese e sulle partite iva, compromettendo l’intera economia italiana”.

 

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