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Donne imprenditrici e lavoratrici autonome: un piano per favorire l’accesso al credito

Viene esteso al 2017 il protocollo per lo sviluppo delle imprese femminili

È pronto un piano di sostegno per l’imprenditoria femminile che potrà coinvolgere 1milione e 400mile piccole e medie aziende rosa. Si tratta dell’attivazione di specifici plafond bancari per nuovi investimenti e l’avvio di nuove attività che potranno beneficiare della garanzia dello Stato.

Questo è l’obiettivo del Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminili siglato tra Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dello Sviluppo Economico, Abi, Confindustria, Confapi, Rete Imprese Italia e Alleanza delle Cooperative Italiane.

I finanziamenti passeranno attraverso le banche che aderiranno al progetto.

Le indicheranno il plafond finanziario dedicato. Questo potrà essere utilizzato per la concessione di finanziamenti in relazione a specifiche linee di intervento:

  • “Investiamo nelle donne” – finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;
  • “Donne in start-up” – finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese, ovvero l’avvio della libera professione;
  • “Donne in ripresa” – finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle PMI e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

In caso di maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma beneficiaria, è prevista la possibilità di sospendere il rimborso dei finanziamenti per un periodo massimo di dodici mesi. La stessa misura vale anche in caso di grave malattia, anche del convivente o dei figli anche adottivi; malattia invalidante di un genitore o di un parente o affini entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma.

Rispetto a finanziamenti dello stesso tipo e con lo stesso grado di rischio, questo progetto garantisce condizioni competitive per le imprenditrici. Inoltre, beneficiando della garanzia della Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità” del Fondo di garanzia per le Pmi in favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile, il costo del finanziamento potrebbe essere conseguentemente migliorato.

Chi vuole fare richiesta di finanziamento non deve avere posizioni debitorie considerate dagli intermediari finanziari come ‘sofferenze’, ‘partite incagliate’, ‘esposizioni ristrutturate’ o ‘esposizioni scadute/sconfinanti’ da oltre novanta giorni.

Il protocollo, presentato per la prima volta nel 2014, è pervenuto a naturale scadenza il 31 dicembre 2015 ed è stato prorogato per ulteriori due anni – fino al 31 dicembre 2017. L’obiettivo del prolungamento è continuare la positiva esperienza e valorizzare ulteriormente le attività proficuamente avviate dalle banche e dalle parti firmatarie.

Ci auguriamo che questo sostegno aiuti le imprese femminili e tutte le donne che vogliono mettersi in gioco; recenti studi indicano che il gentil sesso è più a rischio quando si parla di depressione. Si stima che le donne siano tre volte più depresse degli uomini.

Fonte: Ecoseven.net

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