Dl Semplificazioni, arriva la bocciatura della Corte dei Conti: i motivi

L'organo lancia un monito sulla norma del decreto che cancella la colpa grave del dipendente pubblico

La Corte dei Conti ha bocciato il decreto Semplificazioni con la motivazione che potrebbe tradursi in uno spreco di risorse pubbliche e dei fondi messi a disposizione dal Recovery Fund. Il pericolo è dato, secondo il parere dei magistrati, dall’articolo 21: avrebbe cancellato la ‘colpa grave dalle responsabilità dei dirigenti che firmano i progetti. Dubbi anche sull’articolo 17 del decreto, relativo all’equilibrio dei conti degli enti locali.

Dl Semplificazioni, Corte dei Conti contro la cancellazione della ‘colpa grave’

Secondo il presidente della Corte dei Conti, Luigi Caso, la cancellazione della ‘colpa grave’ non aiuta la ripresa, ma anzi rischia di danneggiare l’economia e di produrre una proliferazione di opere inutili, se non pericolose. “Non faremmo un buon servizio al paese e di fronte all’Europa”, ha aggiunto Caso, rimarcando che occorre spendere “in maniera oculata e attenta”. Il presidente ha spiegato che la Corte riceve annualmente 28 mila denunce e ne archivia 25 mila: questo però consente di recuperare 500 milioni all’anno, di cui la metà sono fondi europei.

Le critiche maggiori sono rivolte all’articolo 21. Il primo comma, secondo i magistrati, confonderebbe il dolo civilistico con quello penalisticosanzionatorio. Il secondo comma, invece, porrebbe problemi di compatibilità costituzionale. Dubbi anche sull’articolo 17, che interviene sulla disciplina del riequilibrio degli enti locali con misure emergenziali che si porrebbero come derogatorie a una disciplina già frammentata e disorganica. Viene infatti previsto lo spostamento in avanti dei tempi di riequilibrio, ma senza considerare la finalità originaria del dl 174/2012: assicurare il risanamento strutturale del bilancio.

Dl Semplificazioni, cosa si rischia con l’abolizione della ‘colpa grave’

Secondo la Corte dei Conti la cancellazione della colpa grave incentiverebbe non solo ingenti sprechi, ma anche una gestione poco trasparente delle risorse pubbliche. Questo perché il dl Semplificazioni consentirebbe che i danni causati dai dipendenti dell’erario per colpa grave non vengano risarciti, gravando sui contribuenti.

Non prevedere una conseguenza in caso di evidenti violazioni potrebbe creare una esclusione di responsabilità penale per un limitato numero di pubblici dipendenti, favorendo così “una selezione al ribasso della classe dirigente, danneggiando i cittadini onesti che rischiano di vedere i soldi prelevati con la tassazione sprecati in opere inutili o incompiute, se non addirittura insicure”.

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