Dl “Salva Imprese” introduce mini riforma Jobs Act

Nel Dl è contenuta una "mini riforma del Jobs Act" che prevede maggiori tutele per lavoratori autonomi e riders; modifica la disciplina su indennità e compensi minimi; e introduce una nuova stretta sulle false collaborazioni, identificandole come rapporti subordinati

Approvato lo scorso 23 ottobre con voto di fiducia al Senato (168 voti favorevoli e 110 contrari), il cosiddetto decreto “Salva Imprese” passa ora alla Camera dove martedì 29 avverrà l’esame del provvedimento che deve essere convertito in legge entro il prossimo 3 novembre.

Nel Dl è contenuta una “mini riforma del Jobs Act” che prevede maggiori tutele per lavoratori autonomi e riders; modifica la disciplina su indennità e compensi minimi; e introduce una nuova stretta sulle false collaborazioni, identificandole come rapporti subordinati.

In particolare il testo uscito dal Senato apporta modifiche al Jobs Act del 2015 andando a correggere l’articolo 2, comma 1, del dlgs 81/2015 che nella nuova versione applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai “rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro prevalentemente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente”. In questo contesto il Dl inserisce tra i rapporti di lavoro subordinato anche le prestazioni di lavoro “organizzate mediante piattaforme digitali”. Se la platea di riferimento per questa tipologia di rapporto di lavoro diventa più ampia – inquadrando come rapporti di lavoro dipendente tutte quelle prestazioni rese “prevalentemente” (e non più esclusivamente) in modo personale e continuativo, con organizzazione del lavoro a carico del committente – si riduce, di contro, quella delle co.co.co.

Inoltre, se prima per essere considerate etero dirette le modalità di esecuzione del lavoro dovevano essere organizzate dal committente “anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”, tale riferimento sparisce dalla nuova normativa. Per identificare un rapporto di lavoro subordinato non sarà, dunque, più necessaria la presenza di una postazione in ufficio e l’obbligo di rispettare orari di lavoro. 

Nuovi diritti per i riders –
 Le nuove norme si traducono in nuovi diritti per i riders. Il decreto estende, infatti, ai ciclofattorini impiegati in maniera continuativa e a coloro che lavorano in maniera occasionale e discontinua, le tutele del lavoro subordinato. Ciò significa un pacchetto minimo di diritti inderogabili (divieto di cottimo, paga minima oraria collegata ai Ccnl, salute e sicurezza, tutele previdenziali) a cui può affiancarsi una regolamentazione specifica attraverso la stipula di contratti collettivi. I rider non potranno essere retribuiti in base alle consegne effettuate ma remunerati in base al compenso minimo orario parametrato ai minimi tabellari stabiliti dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. La contrattazione collettiva avrà, poi, il compito di regolare in concreto la figura dei rider. Ai fini del trattamento di lavoro, quindi, i riders verranno considerati dipendenti a meno che non abbiano un rapporto di collaborazione occasionale (fino a 5mila euro l’anno). È, inoltre, prevista un’indennità pari almeno al 10% per il lavoro notturno e nei festivi.

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