Dl dignità, Di Maio e Tria: “Stime INPS discutibili”. Boeri: Attacco senza precedenti”

I ministri dell'Economia Giovanni Tria e del Lavoro Luigi Di Maio, dopo le accuse sulla presunta manomissione della relazione tecnica, correggono il tiro e tentanto di ricucire lo strappo di Governo mostrando l'unità dell' Esecutivo.

(Teleborsa) – E’ scontro sul decreto dignità. Dopo il botta e risposta tra il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio e il MEF in merito alla relazione tecnica nella quale si ipotizza che si possano perdere 8mila posti di lavoro l’anno fino al 2028 per effetto del provvedimento, nella battaglia viene trascinato anche l’INPS, già attaccarto da Salvini nei giorni scorsi. I ministri dell’Economia Giovanni Tria e del Lavoro Luigi Di Maio, dopo le accuse sulla presunta manomissione della relazione tecnica, correggono il tiro e tentanto di ricucire lo strappo di Governo mostrando l’unità dell’ Esecutivo.

La pietra dello scandalo, dunque, diventa l’INPS accusato di elaborazioni “discutibili” e “prive di basi scientifiche” sulle cifre per stimare il rischio di perdita del lavoro per 8mila titolari di contratti a tempo determinato all’anno in seguito alle nuove regole scritte nel decreto.

Non si fa attendere la risposta di Tito Boeri. Il Presidente dell’ INPS, spiega: “Le dichiarazioni contenute nella nota congiunta dei ministri Tria e Di Maio rivolgono un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro Paese e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e all’opinione pubblica. Nel mirino l’INPS, reo di avere trasmesso una relazione priva di basi scientifiche e, di fatto, anche la stessa Ragioneria Generale dello Stato che ha bollinato una relazione tecnica che riprende in toto le stime dell’INPS”.

“Quanto al merito, siamo ai limiti del negazionismo economico – prosegue Boeri. Il provvedimento comporta un innalzamento del costo del lavoro per i contratti a tempo determinato e un aumento dei costi in caso di interruzione del rapporto di lavoro per i contratti a tempo indeterminato. In presenza di un inasprimento del costo del lavoro complessivo, l’evidenza empirica e la teoria economica prevedono unanimemente un impatto negativo sulla domanda di lavoro. In un’economia con disoccupazione elevata, questo significa riduzione dell’occupazione. E’ difficile stabilire l’entità di questo impatto, ma il suo segno negativo è fuori discussione. La stima dell’INPS è relativamente ottimistica. Prevede che il 10% dei contratti a tempo determinato che arrivano a 24 mesi di durata non vengano trasformati in altri contratti, ma diano luogo a flussi verso la disoccupazione riassorbiti al termine della durata della Naspi. Non si contemplano aggravi occupazionali legati alle causali. In termini assoluti l’effetto è trascurabile: si tratta dello 0,05% dell’occupazione alle dipendenze in Italia. Da notare che l’effetto, contrariamente a quanto riportato da alcuni quotidiani, non è cumulativo. In altre parole il numero totale non eccede mai le 8mila unità in ogni anno di orizzonte delle stime. Se l’obiettivo del provvedimento era quello di garantire maggiore stabilità al lavoro e più alta produttività in futuro al prezzo di un piccolo effetto iniziale di riduzione dell’occupazione, queste stime non devono certo spaventare. Spaventa invece questa campagna contro chi cerca di porre su basi oggettive il confronto pubblico. Consapevoli dell’incertezza che circonda le stime svolgeremo, come sempre, il monitoraggio attento, che peraltro la legge ci richiede. Ma sin d’ora, di fronte a questi nuovi attacchi non posso che ribadire che i dati non si fanno intimidire”.

Ma la tempesta, non si placa. Matteo Salvini, ha invitato Boeri a dimettersi.”Il Presidente INPS, nominato da Renzi, continua a ripetere che la Legge Fornero non si può toccare e che gli immigrati pagano le pensioni degli italiani.Io penso che sbagli e che si dovrebbe dimettere, scrive Salvini su Twitter.

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