Dl crescita, assunzioni più facili negli enti locali

Il dl crescita pone le basi per il superamento del turnover nelle Regioni e nei Comuni: numero assunzioni non vincolato a quello dei pensionamenti

Assunzioni più facili negli enti locali. Già dal 2019 nelle Regioni e nei Comuni il numero delle nuove entrate non sarà più vincolato a quello delle uscite, dei pensionamenti, ma risponderà solo a un “valore soglia” che verrà individuato attraverso un decreto ad hoc.

È la novità prevista dal decreto crescita, approvato dal Governo nel corso del Consiglio dei Ministri del 4 aprile 2019, con importanti novità per le imprese.

Il dl crescita pone – come richiesto da lungo tempo – le basi per il superamento della regola del turnover, con l’obiettivo di liberare e potenziare la capacità di assunzione delle amministrazioni sul territorio, rapportandola alla sostenibilità finanziaria.

Un provvedimento Pubblica amministrazione-Mef, da emanare entro 60 giorni dal dl crescita, stabilirà le percentuali a cui rapportarsi per determinare il budget a disposizione di ciascuna amministrazione, tenendo anche conto dei livelli demografici, ovvero della popolazione residente nella Regione o nel Comune in questione.

Nel decreto Crescita c’è anche lo sblocco delle assunzioni nella sanità, con l’eliminazione del paletto che ancorava la spesa per il personale al 2004, riducendola dell’1,4%. Ogni anno la spesa, partendo dal livello del 2018, potrà essere aumentata del 5% rispetto all’allargamento del fondo sanitario regionale. Inoltre dal 2021 sarà possibile una rideterminazione dei rialzi. In particolare, potranno essere conteggiati anche i risparmi ottenuti dalla riduzione di servizi esternalizzati.

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