Disoccupazione al 6,3%: dato mai così basso dal 2007. Ma non è una buona notizia

L'ultima rilevazione dell'ISTAT sembra essere più che positiva, ma dietro i numeri si nascondono altre verità

La disoccupazione in Italia ad aprile 2020 è scesa al 6,3%, dall’8% della rilevazione del mese di marzo. Lo certifica l’ISTAT, che mette in evidenza una decisa contraddizione: nonostante si tratti del miglior dato sul fronte della disoccupazione dal 2007 a oggi, la rilevazione di aprile non può essere di certo annoverata tra le migliori notizie degli ultimi mesi. Anzi.

Analizzando i numeri e le cifre del report mensile Istituto di Statistica si può capire, infatti, che il tasso di disoccupazione non è sceso perché un numero maggiore di persone hanno trovato lavoro. Si è invece ristretto il campione che l’ISTAT utilizza per calcolare la percentuale di disoccupati del nostro Paese. Andando a studiare le cifre, infatti, si scopre che il numero di persone che hanno perso il lavoro è cresciuto rispetto al mese precedente ma, nonostante ciò, la percentuale di disoccupati è calata. Un controsenso? Niente affatto, se si capisce come funziona il report sullo stato dell’occupazione redatto mensilmente dall’Istituto di Statistica.

Disoccupazione aprile 2020: i numeri rilevati dall’Istat

Come detto, il tasso di disoccupazione in Italia passa dall’8% del marzo 2020 al 6,3% dell’aprile 2020. Un calo di 1,7 punti percentuali che non è però corroborato da numeri “assoluti”. Gli occupati sono infatti scesi (e non aumentati) di 274 mila unità nell’arco di appena 30 giorni: un vero e proprio record negativo che cozza, però, con quello positivo del tasso di disoccupazione mai così basso dal 2007 a oggi.

Perché il tasso di disoccupazione in calo è una brutta notizia

Per capire questa contraddizione, e perché il tasso di disoccupazione al 6,4% è una notizia negativa, bisogna capire come avviene la rilevazione e quale è la differenza “disoccupato” e “inattivo”. Il primo è una persona che sta cercando lavoro ma non riesce a trovarlo per una lunga serie di fattori; il secondo, invece, è una persona che non solo non ha lavoro, ma ha anche smesso di cercarlo.

La percentuale di disoccupati viene calcolata sul numero di persone che cercano lavoro, escludendo dal campione gli inattivi. Nel mese di aprile 2020 il numero di inattivi è cresciuto di quasi mezzo milione di unità (484 mila nuovi inattivi, a voler essere precisi), facendo così calare la base sulla quale viene calcolato il tasso di disoccupazione.

Da questa combinazione di dati, tutti negativi (-274mila occupati; +484mila inattivi) viene fuori un dato apparentemente positivo: la disoccupazione che cala al 6,3%.

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