Arriva il diritto alla disconnessione, basta email e Whatsapp fuori dall’orario di lavoro

Niente più mail, sms o comunicazioni aziendali fuori dall'orario di lavoro con il diritto di disconnessione

Nell’era dello smart working, dell’essere connessi e reperibili 24 h su 24 “grazie” ai numerosi dispositivi disponibili, si sta perdendo di vista la soglia delle ore di lavoro da svolgere.

È vero: i mezzi di comunicazione rendono tutto più semplice, basta un click per inviare una mail o pochi caratteri da inviare tramite Whatsapp e il gioco è fatto. Si è raggiungibili sempre e in ogni momento della giornata. Ma attenzione ai “contro”, soprattutto se l’essere connessi a tutte le ore del giorno significa, non staccare effettivamente dal lavoro.

Quante volte sarà capitato di vedersi recapitare una mail dal proprio capo negli orari più impensabili, magari anche di notte? Le nuove tecnologie non hanno limiti e consentono di farlo, ma era davvero necessario quell’invio o quella comunicazione poteva essere inviata anche il giorno successivo in un orario più consono?

Anche se si stanno diffondendo nuove modalità di lavoro (ad esempio più flessibilità oraria e smart working), è anche vero che qualcosa ancora non è stato recepito a dovere, se all’interno delle piattaforme sindacali e negli accordi aziendali per il rinnovo di alcuni contratti, è presente la possibilità di rivendicarsi al diritto alla disconnessione, ovvero un periodo in cui il dipendente non può svolgere le proprie attività lavorative. Dunque neanche leggere mail e rispondere a sms o telefonate aziendali. Nel periodo di disconnessione inoltre, il dipendente “potrà disattivare i dispositivi utilizzati per lo svolgimento della prestazione lavorativa”.

Vediamo alcuni esempi. Findomestic ha stabilito (in accordo con i sindacati) che “al di fuori dell’orario di lavoro, strettamente correlato alla mansione e alla struttura di appartenenza, viene riconosciuto il diritto alla disconnessione, ossia la possibilità dei lavoratori di non rispondere alle email e alle telefonate al di fuori del suddetto orario”. Molto più dettagliate sono le indicazioni presenti nella policy di Cattolica Assicurazioni e dove anche il dipendente in smart working è tenuto al rispetto di questi orari: “almeno 11 ore consecutive ogni 24 ore e almeno 24 ore di riposo consecutive ogni 7 giorni e disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro. A tal fine, non è di regola previsto né richiesto lo svolgimento di attività lavorativa nella fascia compresa tra le 18.30 e le 7.45 né durante gli interi giorni di sabato e festivi”.

Lo stesso discorso vale anche per i contratti di coloro che lavorano nel settore bancario e assicurativo e dove spesso si lavora da casa o da altra sede in accordo con l’azienda di riferimento. Come ribadito dai dipendenti delle banche, è importante il rispetto degli orari d’ufficio, delle ore di riposo giornalieri, festivi, ma anche settimanali. Dunque non si deve lavorare (a meno che non sia previsto il riconoscimento degli straordinari) al di fuori degli orari previsti.

Anche i dipendenti che lavorano nel settore alimentare chiedono più attenzione su questo argomento e quindi l’inserimento nel contratto del diritto alla disconnessione per chi lavora in smart working, oltre a una maggiore flessibilità per chi è impiegato in turnazioni.

Arriva il diritto alla disconnessione, basta email e Whatsapp fuori da...