Dirigenti statali, stretta del governo: “Licenziare gli inadeguati”

Un dirigente inadeguato potrà essere licenziato dallo Stato, assicura il ministro Madia

Un dirigente inadeguato potrà essere licenziato dallo Stato. Ad assicurarlo è il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, che in un’intervista a Repubblica spiega si tratti di "una vera rivoluzione". La Madia torna così sulla riforma della Pubblica Amministrazione, al vaglio nei prossimi giorni dell’Aula del Senato, e, sottolinea la scelta del governo "di una dirigenza autonoma e indipendente dalla politica".

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CONCORSO E LICENZIAMENTO – "Il dirigente pubblico dovrà superare un concorso per l’abilitazione ed entrerà così nel ruolo unico dei dirigenti – attacca il ministro -. Dirigenti della Repubblica italiana e non, come adesso, dirigenti della singola amministrazione o di una Regione. Dovrà esserci un rapporto osmotico tra i dirigenti dei diversi livelli dello Stato, si potrà passare dal centro alla periferia e viceversa. Prevediamo l’istituzione di una commissione super partes composta da tecnici che deciderà quali sono i dirigenti adatti per un determinato incarico anche sulla base del lavoro svolto in precedenza e sulla base della loro stessa capacità di valutare i propri collaboratori. La carriera dei dirigenti dipenderà da queste valutazioni: si potrà scendere o salire. Finirà la stagione dei dirigenti sempre allo stesso posto. L’incarico sarà affidato per tre anni e sarà rinnovabile una sola volta. Poi si ricomincerà. Chi non sarà confermato decadrà e tornerà nel ruolo unico in attesa di un nuovo incarico. Potrà anche andare a lavorare temporaneamente nel privato. Ma se dopo un congruo periodo che escluda qualsiasi ipotesi di fumus persecutionis un dirigente continuerà ad essere senza incarico perderà l’abilitazione fino a perdere il lavoro". (Continua sotto)

STATALI: RESTA L’ARTICOLO 18 – Nel pubblico impiego, assicura inoltre il ministro, resterà il reintegro in caso di licenziamento ingiustificato, precisando che non si tratta di favoritismo, ma di un’attenzione per il lavoro pubblico che è certamente diverso da quello privato. "Si tratta di ambiti differenti: nel pubblico chi licenzia non è un imprenditore che decide con le proprie risorse. Lo stesso obiettivo si può raggiungere in altro modo. Già oggi c’è la messa in mobilità che può portare al licenziamento. Renderemo più semplici i procedimenti disciplinari, quelli per scarso rendimento. Ci saranno procedure specifiche per contrastare i casi di assenze di massa, come quelle dei vigili di Roma lo scorso Capodanno, o di assenze sospette (tutti i venerdì o i lunedì)".

SUPERAMENTO DEI CO.CO.CO. – Quanto ai Co.Co.Pro. Madia conferma che saranno aboliti, ma "un percorso sano di assunzioni partirà dopo i prossimi due anni dedicati alla riallocazione dei dipendenti delle Province".

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