Dirigenti scolastici: negli ultimi quattro anni, il MIUR taglia gli stipendi

(Teleborsa) – Altro che aumenti nella Pubblica Amministrazione, il Ministero dell’Istruzione ha tagliato negli ultimi quattro anni gli stipendi dei dirigenti scolastici italiani, con effetti più o meno pesanti a seconda delle regioni.

A livello nazionale, si va da un taglio del 15,60% nel 2012/2013 a uno del 26,65% nel 2015/2016. Alcune regioni, come la Sicilia hanno subito decurtazioni maggiori. Nel 2015/16, gli aumenti hanno “mascherato” le perdite stipendiali, che però non sono mancate.  

La perdita è strutturale e permanente: a regime avrà effetti non solo sugli stipendi futuri, ma anche sulla pensione e la buonuscita. Secondo il sindacato della scuola Udir, gli oltre 350 euro mensili sottratti vanno recuperati. Contro questa ennesima ingiustizia, nei confronti dei dirigenti scolastici, oltre che dal carico di responsabilità, aggravato dalla Buona Scuola, a cui si aggiunge l’assoluta latitanza dello Stato nei confronti di chi ha l’onere di rappresentarlo nel territorio e che invece viene lasciato solo dinanzi anche di fronte alle minacce e percosse, il giovane sindacato ha organizzato il Convegno su “Le tre RRR della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni”: si svolgerà a Catania il prossimo 14 marzo. 

“Andremo a chiedere al giudice quanto indebitamente sottratto, ma soprattutto andremo a chiedere la restituzione della perdita strutturale a titolo di elemento fisso dello stipendio. Perché non è possibile continuare a prendersi responsabilità enormi, a partire dal fronte della sicurezza, non di rado pure intimidazioni, come accaduto nei giorni scorsi nel catanese, in cambio di umilianti retribuzioni, che addirittura ora arretrano pure anziché crescere”. E’ quanto sottolineato da Marcello Pacifico (Confedir). 

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