Mai più dimissioni in bianco

Dal 5 marzo scompaiono le scorciatoie per ottenere licenziamenti facili. La cessazione del rapporto di lavoro sarà valida solo se eseguita su moduli informatici. Che non possono essere né contraffati né retrodatati

 

Per molti lavoratori è la fine di un ricatto. Non saranno più ammesse le dimissioni in bianco. Cioè quelle spesso firmate come condizione per ottenere il lavoro.
Una pratica utilizzata per poter licenziare in qualsiasi momento, senza che sia necessaria una valida giustificazione.

Di questa “civile soluzione” sono frequentemente interessate le donne, che vengono sottoposte alla firma in bianco per potersene liberare in caso di gravidanza.

Il decreto (decreto interministeriale 21 gennaio 2008, pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 19 febbraio 2007), concernente le dimissioni volontarie entrerà in vigore il 5 marzo. Da quel giorno saranno nulle tutte le dimissioni presentate in forma diversa dal modulo informatico realizzato dai ministri del Lavoro e della Pubblica Amministrazione.

Il modulo è dotato di caratteristiche anticontraffazione e falsificazione grazie a una numerazione alfanumerica progressiva con una ridotta validità: una qualsiasi firma estorta al momento dell’assunzione consentirebbe non solo di risalire alla data, ma di fatto ne impedisce l’utilizzo se non nel momento effettivo della dimissione.

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Mai più dimissioni in bianco