Dietrofront del governo, i 150 euro degli insegnanti non si toccano

Il governo fa retromarcia, gli insegnanti non saranno più chiamati a restituire gli scatti avuti nel 2013 a 150 euro al mese. Dopo le polemiche politiche sorte nelle ultime ore, e specificatamente la netta opposizione del nuovo dominus del Pd Matteo Renzi, l’esecutivo ha corretto la rotta nel corso di una riunione a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza.
 
I TWEET DI LETTA – A metà mattinata su twitter è il premier Enrico Letta a ribadire che gli insegnanti non dovranno restituire i soldi percepiti nel 2013 "a seguito della contorta vicenda sugli scatti derivanti da norme assunte tra il 2010 e il 2013". In una nota il ministero dell’Economia sottolinea che per rendere esecutiva la decisione del governo di soprassedere al recupero degli scatti a partire da gennaio 2013, il ministero dell’Istruzione "dovrà assumere gli atti necessari a determinare lo sblocco degli scatti di anzianità per l’anno 2012 secondo la procedura prevista dal DL 78/2010".
 
LA POLEMICA – Non si tratta tuttavia di una retromarcia indolore, e lo si intuisce dalle dichiarazioni del ministro dell’Economia e della Finanza Fabrizio Saccomanni: Il Mef spiega infatti che la questione è sotto la responsabilità del ministero dell’Istruzione, rispetto al quale il ministero dell’Economia è mero esecutore. "In data 9 dicembre 2013 il Ministero dell’Economia – si legge – ha informato il Ministero dell’Istruzione che avrebbe proceduto al calcolo e al recupero delle somme relative agli scatti, dando al Ministero il tempo necessario a formulare diverse istruzioni". Di qui la precisazione che si è operato "secondo le leggi in vigore". Anche il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha messo le mani avanti. E, interpellato sulla marcia indietro del governo ha dichiarato che sugli stipendi dei professori "c’è stato un problema di comunicazione: il ministero dell’Economia e delle Finanze esegue istruzioni che non ci sono pervenute".

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