Dietro la crisi: gli errori da non (ri)fare

L’effetto domino

Il vento gira alla soglia del terzo millennio. Nel marzo del 2000 scoppia la bolla speculativa della cosiddetta new economy: i titoli di società legate a Internet e alle nuove tecnologie, cresciuti vertiginosamente, si afflosciano. E’ un elementare meccanismo della Borsa: quando un titolo comincia ad andare bene tutti vogliono comprarlo. L’eccesso di domanda fa salire ulteriormente le sue quotazioni. Ma arriva un momento in cui le quotazioni sono così alte che qualcuno comincia a vendere per guadagnare sulla plusvalenza (cioè la differenza tra il prezzo di acquisto e di vendita). Qualcun altro lo segue, anche per il timore che il titolo si svaluti. E poi un altro e un altro ancora… Quando tutti vendono il titolo crolla. E nel 2000 per i risparmiatori l’atterraggio fu piuttosto duro perché l’ammortizzatore costituito dal potere d’acquisto del salario non era più così robusto.

La storia si ripete

E’ successo otto anni fa e sta succedendo ancora in questi giorni. La crisi del 2000 non ha insegnato molto. Anzi, ha dato il via a un’altra ondata speculativa. Per reagire a quella crisi la Fed, la banca centrale Usa, immise liquidità e alimentò il mercato del credito statunitense. In altre parole aumentò la possibilità per le famiglie di indebitarsi. Il sogno americano si trasferì sul mattone: in molti hanno pensato in questi anni di poter investire sulla casa perché i mutui erano a portata di mano. Anche troppo. Infatti nell’estate del 2007 scoppia la crisi dei cosiddetti mutui subprime: l’insolvenza di troppi debitori mette in ginocchio il sistema del credito immobiliare. Al punto che un anno dopo i colossi del settore Fannie Mae e Freddie Mac devono essere salvati dalla bancarotta.

Insomma, le crisi dell’ultimo decennio hanno un dato in comune: aver sopravvalutato la ricchezza finanziaria. Aver pensato che il gioco in Borsa o la possibilità di pagare a rate (l’auto o la casa) potessero in qualche modo sostituire una ricchezza reale, basata sul lavoro e sulla produzione. Pare che la morale della storia sia ancora lontana dall’essere imparata. (A.D.M.)

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Dietro la crisi: gli errori da non (ri)fare