Didattica a distanza e smart working: il rebus delle scuole chiuse

Intanto il governo studia una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni

Uno stop mai avvenuto prima, dalle scuole dell’infanzia all’università, per affrontare – usando le parole del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina – lo “tsunami che sta travolgendo l’Italia”.
La decisione di confermare la chiusura degli istituti che si trovano nelle zone rosse e sospendere, a partire da oggi e fino al prossimo 15 marzo, l’attività didattica nel resto d’Italia, per il Ministro “non è stata semplice”.

LE MOTIVAZIONI DELLO STOP – “Abbiamo aspettato anche il parere del comitato tecnico scientifico e abbiamo deciso, prudenzialmente, visto che la situazione epidemiologica cambia velocemente. So che è una decisione d’impatto. Come ministro dell’Istruzione spero che gli alunni tornino al più presto a scuola e mi impegno a far sì che il servizio pubblico essenziale, seppur a distanza, venga fornito a tutti i nostri studenti” ha dichiarato Azzolina.
In realtà – secondo quanto si apprende – il comitato tecnico scientifico, chiamato ad esprimere un parere non vincolante, avrebbe evidenziato dei dubbi rilevando all’unanimità che mancano le evidenze scientifiche sull’efficacia della chiusura delle scuole ai fini di un contenimento dei contagi da Coronavirus, soprattutto per la breve durata della misura. Il Governo, però – confortato soprattutto dal parere favorevole dell’Istituto superiore di Sanità, il cui presidente Silvio Brusaferro siede anche nel Comitato tecnico scientifico – ha deciso per la chiusura.
“È evidente che ora non ci siano evidenze scientifiche ma la politica – hanno spiegato, ieri, fonti di Palazzo Chigi – deve puntare a qualsiasi iniziativa che contribuisca a rallentare la diffusione del virus. Un virus nuovo, per questo il governo ha deciso di agire adottando il principio della massima precauzione”. L’obiettivo, come ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è quello di “adottare tutte le misure di contenimento diretto del virus o di ritardo della sua diffusione perché il sistema sanitario, per quanto efficiente e eccellente, rischia di andare in sovraccarico in particolare «per la terapia intensiva e sub-intensiva”.

MISURE ALLO STUDIO PER
I GENITORI – Il Governo ha assicurato di essere già al lavoro per mettere a punto una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni.
Il ministro per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha inoltre adottato la circolare n.1 del 4 marzo 2020 con oggetto “Misure incentivanti per il ricorso a modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa” con la quale si forniscono alcuni chiarimenti sulle modalità di implementazione delle misure normative e sugli strumenti, anche informatici, a cui le pubbliche amministrazioni possono ricorrere per incentivare il ricorso a modalità più adeguate e flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa.

LA DIDATTICA A DISTANZA – 
Aule virtuali, e-learnig, registri elettronici e openday sul web. Sul fronte della didattica da Viale Trastevere sono determinati ad attuare tutte le misure necessarie affinché nessuno studente perda l’anno anche se la sospensione delle attività didattiche dovesse protrarsi, come ipotizzato, oltre il 15 marzo.
L’anno scolastico – fanno sapere dal Ministero – è comunque valido, anche qualora non dovesse raggiungere il minimo di 200 giorni previsti, in quanto si tratterebbe di una situazione dovuta a cause di forza maggiore. Secondo quanto disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020 “i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l’attività didattica è stata sospesa per l’emergenza sanitaria possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza, con particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”. A tal fine il Ministero sta integrando l’offerta di strumenti, community, chat e classi virtuali con una piattaforma interamente dedicata alla didattica a distanza, per assicurare a tutte le scuole che ne facciano richiesta la possibilità di avere gratuitamente strumenti e mezzi, garantendo il diritto allo studio a tutti. Tra le varie iniziative anche scambio di buone pratiche e gemellaggi fra scuole, webinar di formazione e contenuti multimediali per lo studio. Per prepararsi alle nuove modalità di didattica, ieri, nella prima giornata di attivazione, gli accessi ai webinair da parte dei docenti sono stati oltre 35mila. I primi undici webinar proposti forniscono soluzioni su come realizzare contenuti didattici digitali in formato video, l’uso del cloud, della videolezione e di piattaforme di formazione, oltre a un focus per i dirigenti scolastici su come fronteggiare l’emergenza e attività dedicate alle piccole scuole. E-learnig previsto anche per gli atenei e le Istituzioni di formazione superiore che una volta finita la sospensione dovranno recuperare le attività, oltre alle prove o verifiche. Intanto molti istituti approfitteranno della chiusura per sanificare gli ambienti, disinfettare le aule in modo da essere pronti il 16 marzo a riprendere le lezioni, se non ci saranno altri provvedimenti di proroga.

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