Decretone, Reddito di cittadinanza: stretta sui finti genitori single

E maggiore flessibilità per i nuclei familiari con disabili

Che il Reddito di Cittadinanza fosse una delle misure più attese e ambite dalla vasta platea di persone che, per colpa della crisi che picchia forte da anni, sono costrette a fare i conti con una condizione economica drammatica, era cosa nota e prevedibile fin dal suo esordio. Per questo nel corso dei mesi, sono spuntati tanti paletti per cercare di delineare i confini di un provvedimento che ingolosisce i più e quindi stuzzica anche l’astuzia di molti, disposti a tutto pur di beneficiarne. Quando si dice, fare carte false, non solo metaforicamente ma anche in pratica.

PALETTI ANTI-FURBETTI – Ecco allora che arriva l’ennesima stretta: nel lunghissimo elenco dei “furbetti” finiscono i “birichini” dell’Isee per “evitare comportamenti opportunistici» ed escludere dall’accesso al Reddito di cittadinanza i “finti” genitori single. Lo prevede uno dei 14 emendamenti al Decretone su Rdc e pensioni depositati in commissione Lavoro e Affari sociali della Camera dalle relatrici Elena Murelli (Lega) e Dalila Nesci (M5S).  Previsto inoltre, che in presenza di figli minori vada presentato l’Isee che tiene conto della situazione di entrambi i genitori anche quando non siano né sposati né conviventi. Niente obbligo se uno dei due si è sposato o ha avuto figli con altri o se c’è un assegno di mantenimento stabilito dal giudice.

Domanda anche ai patronati –Un altro emendamento del “pacchetto” depositato dalle relatrici dà la possibilità di presentare domanda per il reddito di cittadinanza, oltre che ai Caf, anche ai patronati, e non più solo per la pensione di cittadinanza come stabilito al Senato in prima lettura .

Pensione cittadinanza anche per nuclei con disabili – Si allargano le maglie per l’accesso alla pensione di cittadinanza a favore dei nuclei familiari con una o più persone in condizioni di disabilità o non autosufficienza. Lo prevede un altro emendamento del Governo al decretone su Reddito di cittadinanza e Quota 100 depositato in commissione alla Camera.

La norma prevede che la pensione di cittadinanza sia concessa non solo a coloro che hanno almeno 67 anni e gli stessi requisiti per il reddito ma anche a chi ha almeno 67 anni e nel suo nucleo familiare ha persone di età inferiore con disabilità o non autosufficienti.

L’emendamento del Governo alza poi di ulteriori 7.500 euro il limite del patrimonio mobiliare per accedere al beneficio in presenza di componenti del nucleo familiare con disabilità gravi o non autosufficienti.

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