Immigrati, corsa online per la regolarizzazione – Procedura telematica per richiedere il nulla osta. I posti disponibili sono 170 mila. Vale il criterio cronologico

Procedura telematica per richiedere il nulla osta. I posti disponibili sono 170 mila. Vale il criterio cronologico

 

Rivoluzione in vista per le assunzioni dei lavoratori extracomunitari. Da quest’anno la domanda per il nulla osta viene fatta esclusivamente per via telematica.
Le imprese, per i lavoratori, le famiglie, per colf e bandanti, dovranno, prima registrarsi sul sito del ministero dell’Interno, poi scaricare uno specifico software per compilare e inviare la domanda.

Il decreto flussi, che con tutta probabilità sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale il prossimo venerdì, stabilisce un limite massimo di 170 mila ingressi per lavoro subordinato. La gara per l’aggiudicazione sarà risolta attraverso il criterio dell’ordine cronologico.

E’ previsto che l’invio delle domande avvenga in 3 fasi, una per tipologia di lavoratori.

Prima fase. Dalle ore 8 del 15esimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale, le richieste per immigrati di nazionalità “privilegiate” (per vari accordi bilaterali di controllo dei flussi) che sono elencate nel decreto. Questi i paesi di provenienza: Albania, Algeria, Bangaldesh, Egitto, Filippine, Ghana, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Tunisia.

Seconda fase. Dalle ore 8 del 18esimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto, le richieste per assumere come lavoratori domestici (colf e badanti) cittadini non comunitari residenti in tutti paesi non elencati nella prima fase.

Terza e ultima fase. Dalle ore 8 del 21esimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto: tutti gli altri casi.

Sull’applicazione della nuova procedura e la formazione della graduatoria ci sono parecchi dubbi. Il primo è sui criteri che saranno utilizzati per certificare l’orario di arrivo delle domande online. Non è cosa da poco. Tra l’altro le informazioni che arrivano da Viminale non fanno per nulla chiarezza. Farà riferimento il momento in cui il sistema acquisisce la domanda, che potrebbe non coincidere – ha avvertito il ministero – con quello in cui si invia “per i tempi di trasmissione legati alla rete Internet e ai singoli provider utilizzati dall’utente“.
In ogni caso la conferma della corretta ricezione – con ricevuta inviata all’e-mail del datore di lavoro richiedente – indicherà, in chiaro, un numero progressivo di ricezione della domanda e l’orario in cui è stata ricevuta. Orario che come si è visto, potrebbe discostare parecchio dall’effettivo invio.

C’è poi il rischio dell’ingorgo telematico al posto delle code agli uffici postali. Forse meno disagevole, ma altrettanto invalidante per chi ha la necessità di ottenere il nulla osta. Sull’argomento il ministero fa sapere che “il tempo d’attesa dipenderà da una serie di fattori quali: la velocità della rete, il provider utilizzato e il traffico sul sistema“.
Della serie chi vivrà, vedrà.

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