Decreto Dignità: occhi puntati su Di Maio

(Teleborsa) – Riflettori puntati sul Decreto Dignità, in attesa dell’audizione di oggi pomeriggio (18 luglio 2018, ore 14.00 circa) nelle commissioni Lavoro e Finanze della Camera del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, mentre giovedì sarà la volta del presidente dell’INPS, Tito Boeri

Il termine per gli emendamenti è fissato per giovedì 19 luglio alle 20:00. Da venerdì 20 luglio potrebbero partire le votazioni nelle Commissioni e proseguire anche sabato così da chiudere e licenziare il provvedimento nel fine settimana.

Intanto sono stati auditi i sindacati. “Le novità che introduce il Decreto Dignità in materia di lavoro, rappresentano per la Uil un primo, seppur ancora debole, passo verso un miglior bilanciamento di tutele e diritti per le lavoratrici e lavoratori – ha dichiarato Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil – . C’è la necessità di creare un mercato del lavoro che, nel rispetto della buona flessibilità lavorativa richiesta dalle aziende, produca una maggiore dignità per il lavoratore”. 

Secondo Tania Scafetti della Cgil, invece, il Decreto Dignità contiene misure importanti, ma manca di coraggio. “Il nostro è un giudizio articolato perché mentre rileviamo che contiene misure importanti, in particolare sui tempi determinati, crediamo che sia un decreto che manca di coraggio per un intervento organico”. “Segnaliamo che riterremmo altamente non condivisibile – ha concluso – un eventuale intervento di ripristino dei voucher in agricoltura, nel turismo o in qualsiasi altro settore. Un intervento in tal senso modificherebbe il nostro giudizio complessivo”.

“Per la Cisl è condivisibile il principio e la logica che ispira il decreto, soprattutto per la riduzione della durata dei contratti a termine” – ha detto il segretario aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, aggiungendo circa la possibilità di reintrodurre i voucher – che “la Cisl non è contraria in linea di principio quando si tratta di utilizzarli per lavori discontinui e temporanei che altrimenti finirebbero nel nero, come i lavori familiari di cura e piccole attività di servizio a carattere episodico e saltuario. Non possono invece sostituire strumenti negoziali che funzionano bene come i contratti stagionali ed i contratti di prestazione occasionale. Non condividiamo l’impostazione di reintrodurre voucher generalizzati per altre attività (agricoltura, edilizia, turismo), che sarebbe peraltro in contraddizione con l’obiettivo dichiarato del decreto di ridurre la precarietà”.

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