Decreto Cura Italia, tutte le FAQ per lavoratori dipendenti e famiglie

Agevolazioni ai lavoratori dipendenti, smart working, congedi, bonus baby sitter, legge 104, sospensione mutuo e bollette. Tutti i chiarimenti sul decreto 17 marzo

CONGEDO PARENTALE STRAORDINARIO

Sono un lavoratore, mi devo assentare dal lavoro per assistere mio figlio rimasto a casa dopo la chiusura delle scuole e dei servizi educativi. Ho diritto a un congedo speciale?

Sì. Nel decreto “Cura Italia” (qui lo potete trovare elencato punto per punto) è previsto un periodo di congedo di 15 giorni, indennizzato al 50% della retribuzione o di 1/365° del reddito, per i lavoratori dipendenti, i lavoratori iscritti alla gestione separata e gli autonomi iscritti all’INPS, con figli fino a 12 anni. Il limite di età non si applica in presenza di figli con disabilità grave.

Entrambi i genitori hanno diritto al congedo speciale?

La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per un totale complessivo di 15 giorni, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Dal 5 marzo non esisteva ancora questo congedo speciale e ho usato i congedi parentali. Li posso recuperare di modo da non perderli?

Sì. I genitori che abbiano già usufruito dei periodi di congedo parentale durante questo periodo in cui la scuola era chiusa possono chiedere che i relativi periodi siano convertiti nel congedo speciale con diritto all’indennità.

BONUS BABY-SITTER

Oltre al congedo ci sono altre misure di sostegno?

In alternativa alla fruizione del congedo è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus baby-sitter nel limite massimo di 600 euro. Inoltre, i genitori lavoratori dipendenti con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni hanno diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di indennità e con diritto alla conservazione del posto di lavoro.

LEGGE 104

Devo assistere una persona con disabilità, c’è qualche modifica alla legge 104?

Sì. È prevista la possibilità di incrementare di ulteriori complessive 12 giornate, usufruibili per i mesi di marzo e aprile 2020, il numero dei giorni di permesso mensile retribuito previsto dalla cosiddetta legge 104. Le modalità per la richiesta e l’utilizzo di questi permessi rimangono quelle di sempre: quindi è possibile anche la fruizione frazionata ad ore, purché entro il 30 aprile. Per il personale sanitario, sia del pubblico che del privato, l’estensione dei permessi è possibile solo compatibilmente con le esigenze organizzative dettate dall’emergenza.

Sono un lavoratore dipendente con disabilità grave, posso restare a casa dal lavoro?

Sì. Fino al 30 aprile, i lavoratori dipendenti pubblici e privati con disabilità possono assentarsi dal servizio. L’assenza dal lavoro è equiparata, dal punto di vista del trattamento giuridico ed economico, ai periodi di assenza per ricovero ospedaliero o per quarantena obbligatoria. L’assenza non è computata ai fini del comporto.

SMART WORKING E LAVORO AGILE

È prevista una precedenza al lavoro agile per alcune categorie di lavoratori?

Sì. I lavoratori disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile. Inoltre, ai lavoratori affetti da gravi patologie con ridotta capacità lavorativa, è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento di smart working (qui alcuni consigli su come farlo senza stress).

Sono stato costretto a cessare o ridurre il mio lavoro a causa del Covid-19. Ho diritto a misure speciali di sostegno?

Sì. Sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi, inclusi i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, viene istituito il “Fondo per il reddito di ultima istanza” volto a garantire il riconoscimento di un’indennità. Le modalità di attribuzione saranno determinate da un decreto del Ministro del Lavoro e Politiche sociali.

Se il mio datore di lavoro non chiude l’azienda e devo continuare a lavorare in sede ho diritto a un’indennità per il rischio epidemiologico che corro?

Sì. Il Decreto prevede l’erogazione di un bonus di 100 euro a favore dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, con reddito complessivo non superiore a 40mila euro, che durante il periodo di emergenza sanitaria continuino a prestare servizio nella sede di lavoro nel mese di marzo 2020. L’importo deve essere ragguagliato al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel mese di marzo. Il premio non concorre alla formazione del reddito. Il datore di lavoro, in via automatica, riconosce il premio a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile.

Mi è stata certificata una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, posso restare a casa dal lavoro?

Sì. Fino al 30 aprile, i lavoratori dipendenti pubblici e privati, in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, possono assentarsi dal servizio. Non è necessaria la certificazione di disabilità con connotazione di gravità. Questa assenza dal lavoro è equiparata, dal punto di vista giuridico ed economico, al ricovero ospedaliero o alla quarantena obbligatoria. L’assenza non è computata ai fini del comporto.

SOSPENSIONE MUTUO, BOLLETTE E CAUSE

Sono in difficoltà economica, posso richiedere la sospensione delle rate del mutuo?

Sì. Già con il decreto 9 marzo 2020 il Governo ha stabilito la possibilità di presentare domanda di sospensione del pagamento delle rate di mutuo a coloro che hanno subito la sospensione del lavoro o la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni a causa dell’emergenza Coronavirus. Per sapere se la sospensione vi conviene davvero, potete approfondire qui. Con il decreto Cura Italia, ha poi deciso, per la durata di 18 mesi:

  • l’ammissione al Fondo anche per i lavoratori autonomi e liberi professionisti che autocertifichino di aver perso più del 33% di fatturato dell’ultimo trimestre 2019, a causa dell’emergenza Coronavirus. La perdita in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 o in un minor lasso di tempo;
  • l’accesso al Fondo senza presentazione dell’ISEE;
  • il pagamento, da parte del Fondo, degli interessi compensativi nella misura del 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione. Il pagamento può essere richiesto dal mutuatario in caso di mutui, erogati da intermediari bancari/finanziari. La richiesta va presentata dal mutuarono all’intermediario. 

La misura copre anche il 50% degli interessi sul mutuo e non è necessario presentare l’Isee.

Sono in difficoltà economica e non sono riuscito a pagare le bollette, ho diritto a qualche aiuto?

Sì. L’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) ha deciso di bloccare le procedure di sospensione delle forniture di energia elettrica, gas e acqua per morosità almeno fino al 3 aprile 2020, dopo aver invitato gli operatori a dare priorità, in questa fase, alla continuità dei servizi pubblici essenziali.

Ho una causa in corso, cosa succede? Viene sospesa?

Sì. Tra le misure messe in campo dal Governo per fronteggiare l’emergenza epidemiologica c’è anche la proroga relativa al differimento urgente delle udienze e la sospensione dei termini per i procedimenti civili, penali, tributari e militari. Il termine inizialmente previsto dal decreto 8 marzo 2020 era stato fissato al 22 marzo 2020. Il peggioramento della situazione a livello nazionale, tuttavia, ha necessariamente messo in moto il meccanismo della proroga, posticipando tale data al 15 aprile 2020. Non tutti i procedimenti, però, vengono sospesi (qui trovate un elenco di quelli che non subiscono variazioni).

CONTRIBUTI INPS ALLE COLF E DONAZIONI

Ho diritto a posticipare il versamento dei contributi Inps alla mia colf?

Sì. Con il Decreto viene rinviato il pagamento dei contributi Inps per il lavoro domestico (le collaboratrici familiari, colf). Il pagamento dei contributi Inps in scadenza dal 23 febbraio al 31 maggio infatti potranno essere pagati dopo il 10 giugno, al netto di sanzioni e interessi.

Ho fatto una donazione per aiutare durante l’emergenza Covid-19, ho diritto a qualche agevolazione fiscale?

Sì. Il sistema tributario prevede agevolazioni fiscali per le erogazioni liberali effettuate ad enti specifici, sia da privati sia da imprese. A seconda dell’erogazione, il soggetto avrà diritto ad una detrazione dall’imposta o a una deduzione dall’imponibile. Per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica, spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30mila euro. Per la stessa erogazione non è possibile fruire sia della detrazione che della deduzione: il soggetto che effettua il versamento dovrà scegliere in base alla tipologia di erogazione e in base alla propria convenienza.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Decreto Cura Italia, tutte le FAQ per lavoratori dipendenti e fam...