Morti bianche, sì definitivo al nuovo testo sulla sicurezza – Approvato alla Camera il nuovo testo. L’Italia cerca di combattere così un suo triste primato: quello del maggior numero di incidenti mortali sul luogo di lavoro

Approvato alla Camera il nuovo testo. L'Italia cerca di combattere così un suo triste primato: quello del maggior numero di incidenti mortali sul luogo di lavoro



Spetta all’Italia un record davvero infelice: quello del maggior numero di morti bianche.
Circa quattro decessi al giorno sono infatti provocati da incidenti sul lavoro. Oltre un migliaio le vite spezzate ogni anno, a cui si sommano quasi un milione di infortuni, 927.998 solo nel 2006. Una strage, passata troppo a lungo sotto silenzio.
Per combattere quella che si presenta come una vera e propria piaga sociale è stato ora approvato in via definitiva alla Camera il nuovo decreto di legge sulla sicurezza. Con 284 sì del centrosinistra, un no e l’astensione di 210 membri del centrodestra, il provvedimento sembra destinato in breve a dimostrare la sua efficacia: 10 degli 11 articoli che lo compongono prevedono norme direttamente operative; unica eccezione il primo, che riguarda le deleghe per il governo.
Soddisfatto dal nuovo provvedimento il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che più volte aveva sollecitato l’approvazione del testo unico sulla prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Comprensibile, del resto, visto il gran numero di incidenti verificatisi anche negli ultimi giorni: 4 decessi sono stati registrati in Puglia nello stesso giorno della votazione alla Camera, il primo agosto. I casi mortali denunciati all’Inail nel 2006 sono stati 1.302, contro i 1.274 dell’anno precedente: un incremento del 2,2% che inverte la tendenza al ribasso registrata nel quinquennio precedente. Poco più del 50% delle morti bianche sono state causate dalla circolazione stradale, comprese quelle avvenute nell’esercizio di un’attività lavorativa e quelle “in itinere”. Peccato però che, come ricordato da Tito Boeri e Pietro Ichino sul sito internet La Voce, “in molti cantieri irregolari le vittime di incidenti mortali vengono portate ai bordi di una strada, fingendo che siano state investite da una macchina”.
Stabile l’andamento delle malattie professionali: 26.403 denunce, lo 0,5% in meno del 2005, con un lieve calo nei settori dell’industria e dei servizi e un aumento in quello dell’agricoltura (+40% dal 2002). Tra i punti salienti del nuovo testo figurano le pene più severe per chi non rispetta la sicurezza sul lavoro, con il rischio della sospensione dell’attività, l’elezione in tutti i luoghi di lavoro del “rappresentante per la sicurezza” e l’obbligo per i lavoratori di esibire cartellini identificativi sui cantieri in appalto o subappalto. Saranno inoltre ingaggiati 300 nuovi ispettori per combattere incidenti sui luoghi di lavoro e sfruttamento del lavoro nero.

Ma non tutti pensano che le morti bianche siano dovute alle carenze delle normative vigenti, in linea con le direttive europee. “Il problema vero – scrivevano Tito Boeri e Pietro Ichino su La Voce di aprile – è quello dei controlli sull’applicazione delle norme di sicurezza nella vasta area dell’economia sommersa e anche in molte imprese cha agiscono alla luce del sole, ma in cui c’è un insufficiente radicamento della cultura della sicurezza. I controlli richiedono una presenza più capillare degli ispettori su tutto il territorio”. Il nuovo decreto di legge sembra aver tenuto conto della carenza di controlli dovuto al ridotto numero di ispettori; resta però il dubbio che 300 nuove assunzioni non siano in grado di risollevare organici da anni gravemente insufficienti.

Vediamo nel dettaglio le novità introdotte dal nuovo testo sulla sicurezza.

Delega. Il governo viene delegato ad adottare entro nove mesi uno o più decreti legislativi per la riforma delle disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza di “tutti i lavoratori e lavoratrici, autonomi e subordinati, nonché ai soggetti ad essi equiparati” nel rispetto delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali.

Sanzioni. La pene passano da una ammenda fino a 20 mila euro per le infrazioni formali all’arresto fino a tre anni per le infrazioni di particolare gravità. È previsto anche il pagamento di una somma di denaro fino a 100 mila euro per le infrazioni non punite con sanzione penale. Viene consentito a organizzazioni sindacali e associazioni familiari delle vittime delle morti bianche di far valere i loro diritti in sede giudiziaria.

Risorse. Il testo stabilisce per il 2007 fondi pari a 4 milioni e 250 mila euro per l’immissione in servizio di personale ispettivo e 4 milioni 250 mila euro per il potenziamento della loro attività con la creazione di nuclei di pronto intervento.

Prevenzione. La delega al governo riguarda anche l’attuazione di decreti per la promozione della “cultura della prevenzione”, con l’obbligo di definire i costi relativi alla sicurezza nei bandi di gara.

Valutazione dei rischi. La legge obbliga il datore di lavoro a fornire un unico documento di valutazione dei rischi, che indichi le misure di prevenzione adottate, specificando i costi relativi alla sicurezza.

Cantieri edili. È prevista una estensione della legge Bersani, che comporta la sospensione dell’attività per i cantieri edili non in regola con il personale.

Tessera per operai. Il provvedimento obbliga i lavoratori occupati nelle imprese appaltatrici o subappaltatrici a esibire una tessera di riconoscimento. C’é una deroga per i datori di lavoro con meno di dieci dipendenti, che però dovranno tenere un registro di cantiere con i nomi dei lavoratori impiegati giornalmente.

Aste. Novità importante: nelle gare di appalto il costo relativo alla sicurezza non può essere soggetto a ribasso d’asta.

Credito d’imposta. Ai datori di lavoro è concesso, entro un limite di spesa pari a 25 milioni di euro annui, un credito di imposta nella misura massima del 50% delle spese sostenute per la partecipazione dei lavoratori a programmi sulla sicurezza e la salute sul lavoro.

Nuove assunzioni. Per rendere più incisiva la lotta contro il lavoro nero e combattere la piaga delle morti bianche, il ministero del Lavoro è autorizzato all’immissione in servizio dal gennaio 2008 di 300 nuovi ispettori che erano risultati idonei, anche se non vincitori, al concorso del novembre 2004, per complessivi 795 posti di ispettore del lavoro. Il costo dell’assunzione si aggira sui 20 milioni di euro.

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