Il “pacchetto sicurezza” punto per punto

Tutela degli anziani, decoro urbano, sicurezza stradale, capitali confiscati alla mafia. Ma per il governo la vera preoccupazione restano gli immigrati


Non passa lo straniero
, in questo caso, è qualcosa di più di un mormorio. Per l’esattezza sta per diventare una legge dello Stato. Sarà anche la solita rozza sintesi giornalistica, ma non si può negare che su questa come su altre parole d’ordine l’attuale governo abbia fatto la sua fortuna elettorale. Più in generale, la formula vincente è “sicurezza“. Prontamente tradotta in 20 articoli, tanti quanti ne ha il disegno di legge appena presentato in Senato. Un intervento ad ampio raggio nel quale spicca, tra le polemiche, l’introduzione del reato di immigrazione clandestina.

Il gioco dei numeri

A sostegno del proprio intervento il governo porta i numeri e li maneggia con una certa disinvoltura: nel 2007 si stima che abbiano varcato le frontiere circa 54.500 “clandestini”. L’introduzione del reato porterebbe, come primo effetto deterrente, la riduzione del 10% degli ingressi. I restanti 49.000 immigrati che si ostinano comunque a scegliere il nostro paese diventano una questione contabile: 650 euro a testa per il patrocinio gratuito (cioè l’avvocato d’ufficio durante il processo) più 30 euro per i pasti in cella, considerando una reclusione media di dieci giorni. In tutto 33,3 milioni di euro all’anno.

Stranieri e non solo

Ma vediamo nel dettaglio che cosa stabiliscono i 20 articoli del pacchetto sicurezza.

Artt. 1 e 2: si aggiunge all’elenco delle aggravanti comuni prevista dall’art. 61 del Codice penale “l’eta avanzata” della vittima del reato e si aumentano le pene “da un terzo alla metà” se il reato è commesso contro “persona portatrice di minorazione fisica, psichica o sensoriale”. Due norme a tutela degli anziani e dei disabili.

Art. 3: per contrastare i matrimoni “di convenienza” si allunga il periodo necessario per acquisire la cittadinanza italiana da parte del coniuge straniero di un cittadino italiano: si passa da 6 mesi a 2 anni dalla data del matrimonio se la moglie o il marito risiedono già in Italia regolarmente. Se invece vivono all’estero il termine resta di 3 anni come prima.

Artt. 4 e 5: due disposizioni contro il vandalismo e i graffitari. Il reato di danneggiamento viene esteso anche agli “immobili sottoposti a risanamento edilizio o ambientale“. Inoltre, se il condannato vuole ottenere la sospensione condizionale della pena deve eliminare le “conseguenze dannose o pericolose del reato”, cioè ripristinare la cosa danneggiata, oppure risarcire il danno lavorando per la comunità. Si allarga inoltre a tutti gli immobili (non più solo quelli dei centri storici) il reato di imbrattamento e viene introdotto nel codice penale il concetto di “decoro urbano”.

Artt. 6 e 8: si aggrava la responsabilità di chi commette un reato con la partecipazione di un minorenne. Una norma contro lo sfruttamento dei bambini a scopi criminali. Ma soprattutto si introduce un nuovo reato nel Codice penale, l’impiego di minori nell’accattonaggio: “chiunque si avvale per mendicare di una persona minore degli anni quattordici (…) è punito con la reclusione fino a tre anni“.

Art. 7: contro l’occupazione abusiva del suolo pubblico i sindaci o i prefetti, oltre a ordinare lo sgombero, potranno chiedere il ripristino dei luoghi a spese degli occupanti. Se l’occupazione avviene “a fine di commercio” è prevista la chiusura temporanea dell’esercizio. Un giro di vite contro i venditori abusivi.

Art. 9: è la norma delle polemiche, quella che prevede il reato di immigrazione clandestina. Una norma fin troppo chiara e sintetica:
“1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente testo unico è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
2. Per il reato previsto al comma 1 è obbligatorio l’arresto dell’autore del fatto e si procede con il rito direttissimo.
3. Il giudice, nel pronunciare la sentenza di condanna, ordina l’espulsione dello straniero”.

Artt. 10-15: un blocco di norme che punta a inasprire le pene per i reati di mafia, colpendo soprattutto i patrimoni illegali e le intestazioni fittizie. Viene stabilita la confisca di beni se un imputato non è in grado di “giustificare la legittima provenienza” e il loro valore risulta sproporzionato al reddito. L’assegnazione dei beni confiscati
alle organizzazioni criminali sono decise dal prefetto della provincia in cui si trova il bene confiscato in deroga ad ogni altra disposizione di legge. Dunque un’ampia discrezionalità per i prefetti, che, come si sa, sono la rappresentanza del governo sul territorio.

Art. 16: una norma “igienica”. Per essere iscritti all’anagrafe, e quindi ottenere la residenza in un comune, sarà necessario vivere in condizioni igienico-sanitarie accettabili, che dovrannno essere verificati dal comune. Resta da vedere quali saranno i criteri “oggettivi” di accettabilità.

Art. 17: formalmente una norma sulla trasparenza nei trasferimenti di denaro, ma in realtà un modo per stringere il cerchio attorno agli immigrati irregolari. Lo straniero che spedisce denaro all’estero deve presentare, oltre al documento d’identità, anche il permesso di soggiorno. Se non no lo fa, l’agenzia è tenuta a segnalare l’operazione alla questura, pena la revoca dell’autorizzazione.

Art. 18: altro punto critico, la durata della reclusione nei Cpt, i centri di permanenza temporanea. Viene esteso a un massimo di 18 mesi. Prima era di 30 giorni, prorogabili a 60.

Art. 19: prevede il raddoppio della pena per chi guida sotto l’effetto dell’alcol.

Art. 20: stabilisce la copertura finanziaria per la gestione deil reato di clandestinità (art. 9) e l’ampliamento dei Cpt (art.18). Si tratta di diverse centinaia di milioni di euro. Quanto basta per dar fuoco alle polveri delle polemiche, da tutte le provenienze.

Angelo De Marinis

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