Ddl concorrenza: sì con 4 modifiche e torna al Senato per la quarta volta

Il ministro Calenda polemico:  "Con tutto il dovuto rispetto per il Parlamento, la decisione di riaprire il ddl concorrenza è difficilmente comprensibile

(Teleborsa)Ancora uno stop.  L’ennesimo. E stavolta proprio a un passo dal traguardo. Al ddl concorrenza non sono bastati 850 giorni  per incassare il via libera.  Le commissioni Finanze e Attività Produttive hanno approvato 4 emendamenti che imporranno un ritorno del testo emendato al Senato.

Calendario alla mano, il disegno di legge arriverà in Aula a Montecitorio il prossimo 26 giugno. Il provvedimento sarà licenziato entro la settimana, poi dovrà tornare al Senato per la quarta volta, dopo 850 giorni di attesa. L’ultima, si spera.  Approvate le quattro modifiche proposte dal Partito democratico su assicurazioni, energia, telemarketing e società di odontoiatri. 

Non nasconde la delusione il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda:  “Con tutto il dovuto rispetto per il Parlamento, la decisione di riaprire il ddl concorrenza a più di 850 giorni dalla sua presentazione da parte del governo Renzi, è difficilmente comprensibile – ha affermato  – e rischia di trasmettere l’ennesimo segnale negativo su questo tema per cittadini, imprese e istituzioni internazionali”.  Che ha aggiunto: “Vedremo se gli impegni ad approvarlo rapidamente al Senato troveranno riscontro”.

Le quattro modifiche riguardano le disposizioni su assicurazioni, telemarketing, energia e odontoiatri. Assicurazioni: l’emendamento approvato reintroduce il meccanismo del tacito rinnovo delle polizze in scadenza del ramo danni. Telemarketing: sono state abolite le norme del ddl che obbligavano gli operatori dei call center a riferire l’identità del soggetto per conto del quale avviene il contatto, di specificarne la natura commerciale e di proseguire la chiamata solo se, ricevute le informazioni, il destinatario dà il suo assenso. Energia: elimina il meccanismo delle aste per gli utenti elettrici che non scelgono il loro fornitore alla scadenza del regime di maggior tutela fissata il 1 luglio 2019, riportando la norma a quella uscita in prima lettura dalla Camera che affida all’Autorità la disciplina delle “misure volte a garantire la fornitura del servizio universale”. Odontoiatri: l’emendamento approvato prevede che l’esercizio dell’attività di odontoiatra sia consentito solo a chi ha l’abilitazione e alle società operanti nel settore odontoiatrico le cui strutture siano dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri e all’interno delle quali le prestazioni siano erogate da soggetti in possesso dei titoli abilitanti.

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