Da Whirlpool a Ex-Ilva: l’Italia delle crisi aziendali inguaia il Governo

In cerca di soluzioni per tentare di frenare le tensioni pronte a esplodere nel Paese, già provato dalla pandemia

Non solo la lotta alla pandemia, che è sicuramente l’evento catalizzatore dell’anno, purtroppo in negativo. Sono tanti e tutti bollenti i dossier sul tavolo di Palazzo Chigi in cerca, da tempo ormai, di risposte che diventano sempre più urgenti.

Con i Sindacati sul piede di guerra.

Le multinazionali non possono firmare accordi con il Governo e poi non rispettarli, si tratta di una multinazionale, di una multinazionale che sta facendo utili”. E “non è accettabile disperdere quel patrimonio di competenze e professionalita’”, ha detto nelle scorse ore li leader della Cgil, Maurizio Landini, ad Unomattina su Rai Uno, in merito alla vicenda Whirlpool che ha deciso  In generale, secondo Landini, “il lavoro si difende progettando e investendo, è il momento d’investire”. 

Chiaro anche il monito del senatore Ruotolo. “Il Governo con i sindacati riapra trattativa con la multinazionale per salvare la produzione della Whirlpool di Napoli, dove la classe operaia resta un baluardo contro l’eversione“. Così l’esponente del Gruppo Mistro nel corso del Question time al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli. “Chiedo ancora oggi al Governo di riprovare a riaprire una trattativa e incontrare la Whirlpool con le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dei lavoratori per verificare la possibilità e le condizioni affinché la produzione dello stabilimento resti a Napoli”, ha spiegato in Aula il senatore, rilanciando la sua posizione attraverso una nota.

“Dal primo novembre 355 dipendenti non producono più elettrodomestici ed hanno lo stipendio fino al 31 dicembre. Voglio ricordare a tutti l’importanza del lavoro a Napoli. E’ una città che rischia di esplodere dalle tensioni sociali. La seconda ondata di Covid sta mettendo a dura prova la tenuta sociale, la tenuta democratica, perché nelle manifestazioni legittime delle categorie colpite dai DPCM soffiano i venti dell’eversione delle forze criminali”, sottolinea il senatore.

Ma non c’è solo il caso Whirpool. Il Governo deve anche trovare una soluzione a un altro dossier bollente.

“Mancano poco più di due settimane al 30 novembre, data entro la quale ArcelorMittal e i commissari di Ilva in Amministrazione straordinaria dovranno sottoscrivere un nuovo contratto di investimento, così come stabilito nell’accordo di modifica del contratto di affitto del 4 marzo 2020. Sono trascorsi otto mesi di drammatica attesa che, uniti a un ulteriore periodo dalla sottoscrizione dell’accordo sindacale del 6 settembre 2018, rendono la situazione ormai insostenibile”. Lo ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm che conferma per domani un tavolo con i Ministri Patuanelli, Gualtieri e Catalfo.“L’incontro alla presenza dei tre Ministri che hanno accolto tempestivamente il nostro grido di allarme – aggiunge il leader sindacale – non potrà concludersi con un nulla di fatto. Se da un lato, infatti, abbiamo accolto positivamente la convocazione dell’incontro, dall’altro e a maggior ragione vogliamo conoscere quali sono i termini dell’intesa”.

“Ci aspettiamo – continua – la riconferma dell’unico piano industriale, la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali, la riconferma degli investimenti tecnologici e quelli ambientali. La tensione che si è accumulata di giorno in giorno all’interno degli stabilimenti è palpabile e può sfociare in azioni ormai ingovernabili. I Ministri devono sapere, infatti, che noi non saremo più in grado di controllare la disperazione dei lavoratori se non avremo risposte certe”.

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