Da stipendio a inidoneità, cosa rischiano i sanitari no vax

Stretta in arrivo in concomitanza con l'accelerazione della campagna vaccinale.

“Non va bene che operatori sanitari non vaccinati siano in contatto con malati né che siano messi nelle condizioni di essere in contatto con malati”. Queste le parole pronunciate nei giorni scorsi, in conferenza stampa, dal Premier Draghi che, di fatto, ha anticipato l’intenzione dell’esecutivo di intervenire con una norma allo studio del Ministra Cartabia. Come confermato dal Ministro della Salute Roberto Speranza: “Al vaglio intervento normativo, ma è solo quota residuale quella di operatori sanitari non vaccinati“, ha specificato.

La stretta arriva in concomitanza con lo sprint alla campagna vaccinale. L’obiettivo resta quello fissato nel Piano vaccinale presentato dall’esecutivo lo scorso 10 marzo e cioè “conseguire la vaccinazione dell’80% della popolazione entro il 30 settembre di questo anno, dando subito priorità alle persone più vulnerabili”, come ha spiegato ieri il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza Covid che ribadisce: “500 mila somministrazioni al giorno a regime, da raggiungere nella terza settimana di aprile per ottenere l’immunità di gregge entro fine settembre”.

L’obbligo di vaccinazione – che dovrebbe arrivare con il nuovo Decreto oggi in CdM – potrebbe essere esteso a tutto il personale che lavora in strutture sanitarie, dunque non solo medici ma anche infermieri, operatori sociosanitari, dipendenti di RSA e studi privati.

Ed è qui che si apre il delicatissimo tema delle sanzioni per chi rifiuta la vaccinazione. Si va dall’ipotesi sospensione dello stipendio per un tempo congruo all’andamento della pandemia: in caso di vaccinazione di massa o di calo importante della diffusione del virus, la sanzione verrebbe revocata.  Al momento, non è previsto il licenziamento quanto piuttosto l’interdizione dalle mansioni o lo spostamento in aree o uffici così da evitare il contatto diretto dei “no vax” con i pazienti.

Questa mattina, intanto, il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a Start su Sky Tg24, ha detto che è “allo studio una norma che tiene conto delle funzioni che ciascuno svolge e prevede la possibilità di inidoneità di chi non si vaccina” nel comparto sanitario, sottolineando che “bisogna prevedere una serie di obblighi per chi lavora nel comparto sanitario”.

Quanto al tema delle possibili riaperture, per il Ministro è ancora prematuro. “Mi sembra porti fuori strada discutere di come si apre mentre aumentano contagi e aumenta. Questa discussione su come si apre la farei quando scendono i contagi. Adesso discuterei su come si accelera la vaccinazione”, ha aggiunto. “Stiamo ai dati che ci dicono che ci vuole ancora grandissima cautela e attenzione”.

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