C’è la crisi. Senza catastrofismo – Le imprese milanesi giudicano il periodo come un normale periodo di rallentamento. Mentre tra i consumatori non cala la propensione al consumo

Le imprese milanesi giudicano il periodo come un normale periodo di rallentamento. Mentre tra i consumatori non cala la propensione al consumo

 

La crisi che ha colpito l’economia mondiale ha tutti i crismi per essere considerata una tempesta perfetta. Ha caratteristiche non riscontrabili nei pur numerosi periodi di difficoltà che si sono manifestati dagli anni ? 70 ad oggi. I mali che stanno colpendo il sistema produttivo – mancanza di liquidità, rallentamento dei consumi, deflazione – si manifestarono solo nella Grande depressione del 1929.

SONDAGGIO: COME GIUDICHI
L’ATTUALE CRISI ECONOMICA?

Ma realmente siamo di fronte a un cataclisma economico? Oppure il sistema attuale – globale e a più velocità – e l’esperienza storica forniscono strumenti e soluzioni per evitare il peggio? Ovviamente non ci sono certezze. Inutile cercarle nelle previsioni degli economisti. Nessuno aveva preannunciato l’arrivo della tempesta, salvo poi lanciarsi – a fenomeno conclamato – in analisi e commenti. Ma è sorprendente, in rapporto all’allarme lanciato dai media e alle performance delle piazze finanziarie, che per i due terzi degli imprenditori che operano nella provincia di Milano le attuali difficoltà siano considerate come una normale fase di rallentamento della congiuntura economica. Più grave delle precedenti, ma nulla di diverso o di traumatico.

L’indagine è stata realizzata dalla Camera di commercio di Milano su un campione di 300 piccole e medie imprese rappresentativo di tutti i settori produttivi. Il lavoro è stato effettuato dal 9 al 10 ottobre. Ovvero all’inzio del default finanziario e forse prima che gli effetti si riversassero sull’economia reale. Ma ciò non inficia il messaggio, tutto sommato positivo, che arriva dal sistema produttivo meneghino.
Due terzi delle imprese intervistate attende per il futuro un calo del fatturato, mentre un terzo non prevede alcun calo negativo. Un dato, quest’ultimo, significativo che dimostra la forte vitalità delle aziende milanesi. E pure le notizie che arrivano da fronte dell’occupazione non sono drammatiche: nel prossimo anno oltre il 60% del campione di imprenditori intervistato prevede di non assumere nuovo personale, mantenendo però invariato il numero degli occupati attualmente in forza.

Un quadro in bianco e nero, ma non catastrofico, che è confermato anche da un recente monitoraggio di Gfk Eurisko sulla propensione al consumo della popolazione italiana. Emerge un dato preoccuante per quanto riguarda la fiducia. A fine ottobre si attesta ai livelli più bassi registrati nell’ultimo decennio. Un pessimismo indotto non tanto dalle turbolenze finanziarie, ma dai fondamentali dell’economia, dalle prospettive occupazionali, dalle disponibilità economiche. Eppure a fronte di ciò, segnala Eurisko, non appare in difficoltà né il desiderio di consumare né la volontà del consumatore di reagire alla situazione. Una disponibilità che è sicuramente un fatto positivo, un’opportunità su cui molti attori – dalle banche alle aziende, dalla politica alle parti sociali – devono riflettere e cercare di agire. (F.C.)

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