Natale, ferie più lunghe. Purtroppo

Calo degli ordini, le aziende si fermano. Per i lavoratori "superflui" misure ordinarie e straordinarie


Alla Indesit prolungano le ferie, alla Lucchini adottano la settimana corta e il “Natale lungo”, alla Piaggio si passa direttamente alla cassa integrazione mentre alla Brembo si accettano volentieri richieste di permessi più estesi da parte dei dipendenti.
La crisi economica e il conseguente calo degli ordini stimolano la fantasia un po’ perversa degli uffici personale, che adottano nuove misure per ridurre il lavoro di cui non c’è più bisogno.

Come sottolinea Il Sole 24 Ore, “gli uffici delle risorse umane hanno accorciato la settimana di lavoro, stanno facendo smaltire le ferie arretrate e prevedono fermate natalizie più lunghe: complice il calendario delle festività, quest’anno la chiusura si allunga e passa da una a due settimane. Una riorganizzazione resa possibile anche dal fatto che «ci sono contratti più avanzati che danno la possibilità di articolare molto bene la flessibilità, come il tessile che alterna orari di lavoro più lunghi nei periodi di picco produttivo e più brevi nelle fasi di bassa produzione»”.

Alcune misure sono direttamente collegate alla congiuntura economica, altre invece sono ormai entrate in pianta stabile nell’organizzazione del lavoro, grazie al regime di flessibilità introdotto dai nuovi contratti.
Così è per esempio alla Scavolini, dato che i mobili d’arredo risentono di picchi e cali stagionali. Come dice Emanuela Scavolini, «A mesi come giugno e luglio, in cui si lavora oltre le 40 ore settimanali, seguono mesi come settembre e ottobre in cui c’è una flessione della domanda. Così in questo periodo la settimana lavorativa viene ridotta recuperando di fatto le ore precedentemente lavorate in regime di flessibilità».

Fatto sta che la recessione sta ampliando l’utilizzo di misure ordinarie e straordinarie. L’allungamento delle ferie è visto dai sindacati come l’anticamera della cassa integrazione, ma finché il monte ore dei permessi non è esaurito, i lavoratori possono quanto meno starsene a casa senza vedersi decurtato il salario.

La scelta delle misure più adatte varia anche da settore a settore. Nella siderurgia, per esempio, è impensabile adottare la settimana corta (fino al giovedì), per il semplice motivo che fermare per brevi periodi alcuni impianti – come per esempio gli altiforni e le cookerie – diventa antieconomico. Così, il gruppo Riva ha avviato un normale piano di smaltimento delle ferie arretrate.

Fatto sta che anche in una delle più performative aziende italiane, la Indesit, la fermata natalizia che in passato è stata dai 4 ai 6 giorni, quest’anno sarà dai 6 ai 10 giorni.
Natale a casa è bello, ma resta la domanda: e dopo?

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